Scuole aperte a Natale: sì o no?

29 novembre 2010 
<p>Scuole aperte a Natale: sì o no?</p>

«La scuola non è la casa dei bambini. Sono contraria all'apertura delle scuole durante la pausa natalizia, perché ben altre sono le soluzioni utili alle famiglie». È lapidario il commento di Paola Liberace, manager nel settore delle telecomunicazioni, collaboratrice di Sussidiario.it e autrice del discusso saggio Contro gli asili nido (Rubettino editore), sull'iniziativa di tenere aperti alcuni plessi scolastici durane le vacanze invernali.

La notizia è nota: alcune scuole hanno deciso di non chiudere durante il periodo natalizio. Hanno incominciato cinque elementari di Milano (circa un centinaio gli studenti che hanno aderito sinora), poi altri istituti a Torino, Firenze e Cagliari. Altri comuni si stanno attivando in questi giorni. Non ci saranno lezioni tradizionali, beninteso. Grazie all'appalto a varie cooperative, le scuole potranno offrire ai bambini attività ludiche e sportive ma anche, all'occorrenza, la possibilità di svolgere i compiti delle vacanze. I costi per le famiglie variano dai 15 ai 12 euro al giorno.

Per molti questa è una valida opportunità per rendere proficue e piacevoli le vacanze a bambini con entrambi i genitori costretti a lavorare nel periodo delle feste. Di certo, è una soluzione pratica per le tante mamme che, col tempo, hanno affinato l'arte di arrangiarsi organizzando veri e propri giochi a incastro tra nonni, baby-sitter e assenze sul lavoro per coprire le quasi tre settimane di chiusura invernale (quest'anno 19 giorni) del calendario scolastico.

Eppure questa "apertura per ferie" non piace a tutti. «Non è positivo che i bambini percepiscano la scuola come un servizio sociale: la scuola ha una funzione formativa ed educativa, non può essere il ricettacolo di esigenze che, seppur legittime, devono essere risolte altrove», spiega Paola Liberace, una che ama pensare controcorrente.

E lancia una proposta: «Questa iniziativa mi sembra una logica conseguenza della rigidità del nostro sistema lavorativo: una maggiore flessibilità di orari, il telelavoro, la possibilità di usufruire di giorni di riposo da recuperare in seguito potrebbero essere soluzioni migliori, anche se complesse da mettere in pratica. Senza dubbio, renderebbero più felici i bambini e anche i loro genitori. Considerato poi che l'apertura delle scuole durante le vacanze ha un costo ben superiore a quello chiesto alle famiglie, perché non decidere di far confluire questi fondi in un bonus per i genitori, da spendere come ognuno meglio crede tra "campus invernali" in classe, baby-sitter o copertura economica per qualche giorno di permesso non retribuito in azienda?»

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