Mamme e lavoro: un mercato in crescita

01 dicembre 2010 
<p>Mamme e lavoro: un mercato in crescita</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

Buone notizie per le mamme in cerca di lavoro: il mercato è in movimento e, da qui ai prossimi dieci anni, in tutta Europa ci sarà una sempre maggiore richiesta di personale in alcuni settori dove la flessibilità o il part-time possono essere ben applicati.

In crescita, secondo l'analisi della Ue, il comparto legato a hotel&catering (+16%) e quello del settore della sanità e dei servizi sociali (+ 10%). Considerato che nel Vecchio Continente la popolazione in età da lavoro è destinata a diminuire (l'Italia entro il 2050 perderà il 28% della popolazione), gli analisti concordano nel ritenere che proprio le working moms potrebbero fare la differenza e rappresentare in futuro un segmento appetibile per le aziende.

Molto c'è ancora da fare in Italia dove, come denunciano i dati Istat, il 27% delle donne lascia il lavoro dopo la nascita del primo figlio. Con l'arrivo di un secondo pargolo in famiglia, il 15% delle mamme lavoratici abbandona l'impresa di conciliare famiglia e professione.

Il tempo dedicato alla cura della famiglia e della casa risulta per il 77% ancora a carico esclusivo delle donne, mentre gli asili nido accolgono solo 23 bambini su 100. Se a questo aggiungiamo le difficoltà di carriera delle dirigenti (l'11.9% del totale stando alle stime di Manageritalia) e la scarsa presenza nei Cda delle aziende (il 6% secondo i dati dell'Osservatorio sul diversity management della SDA Bocconi), la fotografia di che cosa implichi, oggi, essere una working mom in Italia è piuttosto chiara.

«Dobbiamo diminuire il testosterone in azienda», commenta Stefania Boleso, 39 anni e una figlia di 23 mesi. Già manager per una nota multinazionale austriaca, dopo aver subito mobbing al rientro dal congedo di maternità, si è messa in proprio: oggi è consulente marketing e blogger appassionata.

«La crescita di alcuni settori come quello dei servizi sociali è positiva per l'occupazione femminile, ma non dobbiamo fermarci qui. Questi sono campi già tradizionalmente in mano alle donne: le italiane, soprattutto le madri, devono imparare invece a occupare più scrivanie negli uffici, specie in quelli che contano. Con la maternità ognuna di noi matura delle soft skills molto utili sul lavoro, come la spiccata propensione al multitasking. Peccato che ancora oggi in azienda non si apprezzino i benefici di questa abilità: il modello imperante, e tipicamente maschile, di fare carriera in Italia è il presenzialismo a oltranza sul posto di lavoro».

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