Mick Jagger: la leggenda del rock a Milano

03 dicembre 2010 

Mick Jagger, ieri, alla presentazione della Fondazione Forma di Milano dell'esposizione tutta dedicata a lui, non c'era. Ma c'era l'alone di un mito, il suo nome sul cartellone, e all'ingresso, proprio come in uno dei suoi concerti, si è inevitabilmente formata la coda.

E allora via, ammassati fuori al freddo e con lo sguardo già dentro a curiosare come i bambini di fronte alle vetrine di Natale, ad aspettare il momento di entrare per vederlo, o meglio, di vedere come i grandi della fotografia hanno rappresentato il mito del rock.

70 ritratti in mostra (fino al 13 febbraio 2011) in corrispondenza del lancio del libro fotografico, Mick Jagger. The photobook. è un salto nella storia. Della musica, della moda, ma anche del ritratto fotografico.

Le stampe sono grandi, maestose, ordinate per ordine cronologico e accompagnate dalla breve biografia di chi ha avuto la fortuna di trovarsi al cospetto di "Mick" per fotografarlo.

Lascia senza fiato vedere i cambiamenti di look, di pose, del volto, di stile fotografico. La stessa persona, mille volte diversa, grazie al tempo che passa e allo sguardo, uno diverso dall'altro, di chi ha scattato.

C'è il Mick Jagger sensuale, dagli occhi socchiusi e dalle labbra carnose, corrucciate di Sir Cecil Beaton del 1969, quello capellone del '71 di Dominique Tarlé, in un bianco e nero delicato, quello effeminatissimo del '77 scattato da Ken Regan, il Mick Jagger uomo a torso nudo del 1992 ma anche la star in tour nel 1975 di Annie Leibovitz, il Jagger istituzionale di Kevin Cummins del 1990, l'uomo-ghepardo di Albert Watson del 1992, la rockstar che scherza al naturale di Bryan Adams nel 2008.

François Hébel, direttore del festival Rencontres d'Arles racconta, passando senza batter ciglio dal francese all'italiano all'inglese, che la missione di reperire ritratti posati, "ufficiali", si è svelata più difficile del previsto (forse perchè una vera rockstar si ferma raramente?).

Uno dei pochi scatti non in posa, se non l'unico, è del fotografo romano Simone Cecchetti, presente in sala: "avevo trenta secondi a disposizione e ho cominciato a scattare freneticamente, mentre Jagger interagiva con altre persone". Risultato: un Mick Jagger vero, in primissimo piano, dai colori saturi.

Non è proprio come vederlo di persona, ma una volta usciti dalla mostra si ha davvero, per un po', la mente occupata dalla fisicità della rockstar e l'illusione di averlo conosciuto da vicino.

Cosa: Mick Jagger. The Photobook

Dove: Milano, Fondazione Forma, Piazza Tito Lucrezio Caro 1

Quando: fino al 13 febbraio 2011, tutti i giorni dalle 10 alle 20, giovedì e venerdì dalle 10 alle 22

Ingresso: 7.50 euro Ridotto 6 euro

Info: www.formafoto.it

 

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