10 dicembre 2010 
<![CDATA[]]>
PHOTO CORBIS IMAGES

Un esperimento scientifico potrebbe dimostrare che le donne non sono indispensabili per procreare. È senz'altro destinato a far discutere lo studio condotto dall'MD Anderson Cancer Centre del Texas che ha portato alla creazione in laboratorio di un topolino con due padri biologici.

Nel test i ricercatori americani sono partiti dalle cellule staminali di un topo maschio (chiamato «padre A»), trattate in modo che perdessero il cromosoma Y e iniettate in embrioni molto giovani (nati grazie a madri surrogato) e, quindi, impiantate in topi femmina che hanno dato alla luce altre femmine.

Queste ultime, note come «chimere» (ovvero, organismi costituiti da due o più tessuti di diversa composizione genetica) hanno poi prodotto ovuli con il materiale genetico del «padre A» (in altre parole, ovuli maschili) e sono state fatte, perciò, accoppiare con maschi normali con un altro padre («padre B»), arrivando così alla nascita di topolini con due padri.

Per i genetisti potrebbe essere un metodo per migliorare le razze di bestiame o preservare la specie ma, come ha spiegato al Daily Mail il professor Chris Mason, studioso di medicina rigenerativa all'University College di Londra, «un giorno potrebbe anche essere possibile eseguire questo processo sull'uomo, sebbene le difficoltà tecniche siano molto più elevate. Ma la vera domanda è: perché i medici dovrebbero impiegare questa tecnica sugli esseri umani?».

Una presa di posizione che trova d'accordo anche un'esperta di questioni etiche come Josephine Quintavalle del gruppo inglese Comment on Reproductive Ethics. «Dobbiamo assolutamente preoccuparci quando gli scienziati che studiano la riproduzione dei mammiferi sembrano andare oltre l'autoregolamentazione».

Tu cosa ne pensi?

Condividi:
  • Twitter
  • Facebook
  • Delicious
RISULTATI
Lunghezza massima del commento: 1000 caratteri
Style.it si riserva di cancellare commenti con contenuto diffamatorio o volgare, i messaggi autopromozionali e/o commerciali, oppure in cui vengano indicati dati sensibili o personali (indirizzi mail, numeri di telefono,...).