Allattare al lavoro: l'Inghilterra arriva prima

13 dicembre 2010 
<p>Allattare al lavoro: l'Inghilterra arriva prima</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

In base alle nuove norme introdotte dalle Houses of Parliament, le madri in Gran Bretagna potranno allattare il loro bebè sul posto di lavoro: aziende ed enti pubblici saranno quindi costretti a creare appositi spazi per permettere di farlo in condizioni di privacy. La decisione segue il voto del Parlamento UE a favore dell'introduzione di «pause obbligatorie per l'allattamento» in tutti i Paesi Ue, per consentire alle donne di tornare a lavoro prima del previsto senza rinunciare alla possibilità di allattare.

Il Mail on Sunday ha spiegato che le aziende, per allestire le stanze, dovranno affrontare spese importanti e sopportare una significativa perdita di ore di lavoro. Ma questa prospettiva non ha intimorito il legislatore britannico, che ha anticipato i tempi di una «rivoluzione» che nei prossimi anni riguarderà tutto il continente, Italia compresa.

Nel nostro Paese non esiste ancora una normativa simile, ma la legislazione a favore dell'allattamento è comunque molto garantista. Lo scorso 6 dicembre l'Associazione Salvamamme ha organizzato a Roma, di fronte all'Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini, l'iniziativa Io allatto dove mi pare, distribuendo nei reparti maternità dei principali ospedali del Lazio mantelline in favore delle neomamme. L'iniziativa va di pari passo con la campagna Io ciuccio dove mi pare, promossa per sensibilizzare la comunità al problema dell'allattamento.

«Io ciuccio dove mi pare è quello che potrebbero dire i bambini», spiega Maria Grazia Passeri, presidente di Salvamamme. «Da 40 anni a questa parte si è alimentato un meccanismo perverso: il seno è diventato "luogo del peccato"». La presidentessa spiega che in Italia le normative per favorire l'allattamento nei luoghi pubblici ci sono, ma spesso non vengono applicate fino in fondo.

L'associazione Salvamamme si prende cura di 8mila bambini e 6mila mamme su tutto il territorio nazionale e fornisce a quelle indigenti sterilizzatori, tiralatte, paracapezzoli e tutto quello che serve per allattare. Il materiale finora è stato fornito da altre 5mila mamme che hanno donato all'associazione le cose di cui non avevano più bisogno.

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RISULTATI

ben venga l'iniziativa britannica... Chiarendo che il problema delle ristrutturazioni o delle spese ingenti x rendere possibile alle donne allattare sul posto di lavoro derivano non da esigenze della mamma o del bambino, ma della società che considera appunto allattare in pubblico una cosa disdicevole... In questo senso mi sembra fuorviante anche la faccenda delle mantelline: come si fa a promuoovere la naturalezza dell'allattare distribuendo un capo di abbigliamento che serve a nasconderlo? Una mamma che allatta, specie oltre i primi mesi, sa che si può allattare davvero dappertutto, proprio come la bella immagine del vostro servizio, e non c'è bisogno di locali appositi o poltrone speciali o mantellile copritutto... solo di tolleranza e comprensione della normalità dell'allattamento.

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