Nuove balie «social»

18 dicembre 2010 
<p>Nuove balie «social»</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

Una nuova risorsa per le mamme che vorrebbero allattare ma non ci riescono arriva da Facebook, e sta già scatenando accese polemiche Oltreoceano. Si chiama Eats on Feets, ed è un nuovo gruppo che utilizza il più celebre social network per mettere in contatto le neomamme che non hanno latte con quelle che ne producono più di quello che serve per il proprio bimbo e vogliono donarlo.

L'idea, nuova soprattutto per il mezzo che utilizza, ovvero internet, e per la solidarietà di fondo cui si ispira, in realtà affonda le radici nell'antica tradizione delle balie, che allattavano figli altrui dietro ricompensa. Ma oggi lo scambio di latte avviene a titolo munifico in America, dove il fenomeno è nato lo scorso mese e grazie a reti locali si sta diffondendo rapidamente anche in tutto il mondo, dall'Europa al Canada, dall'Australia al Giappone e in tanti altri Paesi.

«Ho creato questa pagina web dopo aver ricevuto una chiamata da una mamma disperata perché non trovava latte materno per suo figlio. Ho postato il suo annuncio su Facebook e i risultati sono stati grandiosi», così spiega l'origine di Eats on Feets Shell Walker (un'ostetrica di mezza età, di Phoenix, Arizona), una delle due fondatrici del movimento globale.

Ma l'iniziativa sta già suscitando preoccupazione nell'ambito delle istituzioni sanitarie americane. Non si è fatto attendere l'allarme lanciato dalla Fda (Food and Drug Administration), che pochi giorni fa ha messo in guardia le mamme dai pericoli che potrebbero celarsi in questa pratica. Il latte non supervisionato - ha fatto sapere l'Fda - può essere rischioso in quanto potenziale fonte di malattie, perché potrebbe essere contaminato da batteri, medicine o altri elementi nocivi. Oppure potrebbe essere stato mal conservato.

Emma Kwasnica (di Montreal), che insieme a Shell Walker ha ideato il gruppo su FB, così commenta l'allarme di questi giorni: «Si tratta di una scelta consapevole. Non siamo noi a dire alle donne che tipo di controlli effettuare, ma le mamme sono parecchio vigili quando si tratta di nutrire i figli. Fanno mille domande, chiedono i risultati degli esami del sangue, e molte effettuano personalmente la pastorizzazione del latte».

E tu, ti fideresti?

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