Cresce nel nostro Paese il numero delle mamme single: nel 2008
erano il 7% quelle che non davano al figlio il cognome del padre,
nel 2009 la percentuale è salita al 15,9% e nel 2010 ha raggiunto
il 22%. I dati Istat rilevano che l'11% delle mamme sono single,
cioè separate o che hanno deciso di portare avanti la gravidanza
nonostante sapessero che un padre non ci sarebbe mai stato. Sono
donne sui 35 anni, mediamente colte e con una carriera ben avviata,
donne come Roberta Maresci, giornalista di 39 anni
di Roma, madre di Massimo, 7 anni, e
Claudio, 6 anni: «Sono una mamma "single" da
quando Claudio aveva 4 giorni di vita -racconta-. Entrambi i miei
figli li ho avuti quando ero sposata».
Quali sono le strategia di sopravvivenza in questi casi? «Occorre
tenere a mente che gli uomini passano e i figli restano - spiega
Roberta - e fissare regole che stanno al trasgredirle come il
peccato sta al perdono. Bisogna dimostrarsi ferme nelle decisioni
e, al momento giusto, mettersi da parte, rinunciando, ad esempio, a
una ceretta o a un parrucchiere. Quando occorre è importante
giocare di spalla con i nonni, figure insostituibili da cui abbiamo
solo da imparare».
Cercare e accettare l'aiuto degli altri, secondo Roberta, è la
chiave per riuscire nell'impresa: «La famiglia tradizionale è in
via d'estinzione - continua-, ma guai a pensare di vivere il
rapporto madre-figlio in solitudine: è ingiusto per il bambino come
per la madre. E non si tratta solo di fatica fisica ma,
soprattutto, di equilibrio da dare alla vostra creatura: fate in
modo ci sia il rapporto col padre, con la famiglia di origine e con
qualunque terzo ritenete giusto».
Fare la mamma single ed essere felice, dunque, è possibile. «In
presenza di un buon equilibrio interiore - spiega lo psicologo Roberto
Cavaliere - una donna può scegliere di essere mamma
single. D'altronde, a volte, la stessa figura paterna è così poco
presente nel nostro contesto socio-culturale che una sua totale
assenza potrebbe avvertirsi poco». «Va anche detto - conclude
l'esperto - che una mamma single non è mai veramente sola. Spesso
il nonno materno del bambino tende a sostituire la figura paterna e
lo fa egregiamente. E, infine, la mamma single ha la possibilità di
sperimentare entrambi i ruoli, materno e paterno, e può riuscirci
benissimo. Il maschile e il femminile convivono in ogni essere
umano e questa esperienza, voluta o meno, permette a una donna di
confrontarsi con le proprie infinite potenzialità».