Qui non si tocca

07 gennaio 2011 
<p>Qui non si tocca</p>

I dati parlano chiaro: ogni anno, in Italia, si registrano 500 denunce di abusi su minori. In Europa un bambino su cinque è vittima di qualche forma di violenza. «E stiamo parlando solo dei dati ufficiali, perché degli abusi più sottili, ad esempio di quelli perpetrati in famiglia grazie all'omertà o alla connivenza dei parenti, si sa pochissimo», spiega Valerio Neri, direttore generale di Save the children Italia.

Qualcosa si può fare per arginare il fenomeno: bisogna puntare sulla prevenzione. La pensa così il Consiglio d'Europa che ha da poco messo a punto un'efficace campagna di comunicazione contro l'abuso sui minori: s'intitola Regola del Quinonsitocca e sarà diffusa nei Paesi membri della Ue (Italia compresa) attraverso spot televisivi e un manueletto-fiaba scaricabile on line.

Che cosa è questa regola, da inculcare ai bambini fin dall'asilo? È molto semplice: «Non devi lasciarti toccare le parti del corpo coperte dalle mutandine, e non devi toccare gli altri in quelle parti». Per spiegarla ai bambini in modo efficace e senza inutili tabù è stato creato un sito, Quinonsitocca.it, dove è scaricabile la favola educativa di Kiko e la mano e dove i genitori possono trovare altre indicazioni per spiegare ai loro figli che sono padroni del loro corpo e che nessuno può toccarlo senza il loro permesso.

«La regola - commenta Valerio Neri - aiuta i bambini a riconoscere un limite facile da ricordare: la bianchieria intima. Inoltre, la favola di Kiko spiega ai piccoli che devono confidare ai genitori se capita loro qualcosa di strano. Considerato che la richiesta di segretezza è la strategia che i pedofili sfruttano più di frequente per mantenere l'impunità, dobbiamo dire ai nostri bambini che un segreto che li rende tristi o li mette a disagio non è un buon segreto, ma va immediatamente rivelato ad un adulto di cui ci si fida».

Condividi:
  • Twitter
  • Facebook
  • Delicious
RISULTATI
Lunghezza massima del commento: 1000 caratteri
Style.it si riserva di cancellare commenti con contenuto diffamatorio o volgare, i messaggi autopromozionali e/o commerciali, oppure in cui vengano indicati dati sensibili o personali (indirizzi mail, numeri di telefono,...).