Vizi o bisogni?

10 gennaio 2011 
<p>Vizi o bisogni?</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

«I vizi? Spesso non sono altro che i bisogni fondamentali dei nostri bambini». La pensa così Alessandra Bortolotti, 42 anni, toscana, due figlie piccole, psicologa e ideatrice del sito Psicologiaperinatale.it.

A Style.it spiega il suo punto di vista, partendo dal suo recente saggio E se poi prende il vizio? Pregiudizi culturali e bisogni irrinunciabili dei nostri bambini, pubblicato da Il leone verde edizioni. «Siamo abituati a definire come vizi atteggiamenti che di fatto nascondono reali e fisiologiche esigenze dei nostri piccoli. Quante volte una neomamma si sente criticata perché fa dormire nel proprio letto suo figlio o perché lo prende "troppo" in braccio? Ma è davvero troppo? E chi lo decide? Nella maggior parte delle culture la vicinanza fisica tra mamma e neonato è considerata sacra ed è stato ormai scientificamente dimostrato che il contatto con i genitori stimola a livello fisiologico le cellule neuronali del bambino e aiuta a far crescere la sua autostima».

Sbagliato dunque definire come vizio una giusta richiesta di attenzione da parte dei nostri bimbi: «Viviamo in una società che impone tempi e spazi basati sulla logica della produttività e che non si cura a sufficienza di proteggere lo sviluppo affettivo dei più piccoli. I nostri figli crescono perciò in un mondo adultocentrico. Pretendiamo che i bimbi diventino da subito autonomi, grandi e indipendenti, che non disturbino, che ignorino fin dai primi istanti di vita i propri istinti e la capacità di comunicare le proprie necessità», continua la psicologa.

Alle neo-mamme la psicologa perinatale suggerisce di ascoltare il parere degli esperti ma senza delegare a pediatri, ostestriche ed educatori un compito che solo una madre può adempiere al meglio: mettersi in comunicazione profonda con la sua creatura. «Un simile atteggiamento farà crescere bambini per nulla viziati ma, al contrario, sicuri di sé», conclude Alessandra Bortolotti.

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RISULTATI
simona 71 mesi fa

Non si tratta di prendere in braccio sempre o mai il bimbo o portarlo sempre nel lettone e lasciarlo piangere finoa vomitare. Vedete? Sono scelte fatte da noi a priori, invece dovrebbero essere fatte ascltando i bisogni dei bimbi. Portare il figlio nel lettone non vuol dire che una madre non le tenti tutte per portarlo a dormire nel lettino, con dolcezza senza traumi. Io penso che il fatto che un bimbo ci lasci fare le faccende perchè lo abbiamo abituato che non lo prenderemo in braccio anche se piange non ci dice se è davvero autonomo, ma che sa che la mamma ignorerà la sua richiesta. Questo non vuol dire che bisogna dire sempre sì ai bambini, bisogna ascoltarli e comunicare sempre con loro. Io non sono per le regole incondizionate stabilite a priori, ma stabilite sulla base della quotidianità, tenendo presente sempre il bambino e le sue esigenze, ma anche l'aiutarlo a diventare libero e autonomo.

irene74 71 mesi fa

in effetti è un problema controverso...ho una bimba di tre anni che non mi ha mai creato problemi a dormire nel suo letto, ma è talmente abituata a quello che non è capace di dormire da nessun'altra parte ( vedi casa dei nonni, casa al mare o in albergo, etc, etc..) questo ci ha sempre limitati molto negli spostamenti...quindi è vero che bisogna sempre considerare caso per caso.

flavia 71 mesi fa

mah...secondo me se un bimbo dorme nel suo lettino, da solo ecc ecc...non è merito degli "insegnamenti" della mamma... io di bimbi ne ho 3...e hanno 3 caratteri e 3 abitudini completamente diverse :-)

Salve a tutti! Al seguente link potrete trovare la pagina di Facebook interamente dedicata al libro di cui tratta questo articolo. Vi aspetto per discussioni e materiale informativo! http://www.facebook.com/?ref=hp#!/pages/E-se-poi-prende-il-vizio/173107316050797

elena81 71 mesi fa

beh ma se leggi io non ho mai detto che se il bimbo molto piccolo piange non è per capriccio ma per bisogno!è il loro unico modo di comunicare!sta a noi mamme interpretare il loro pianto e cercare di capire che cos'abbia..quello che volevo dire io è ben altro, che i figli a forza di dargli delle abitudini poi non possono più farne a meno e quindi vogliono essere cullati fino a 5 anni (come le figlie di mia cognata),essere sempre presi in braccio e noi sembriamo mamme koala, oppure non dormire MAI nel proprio lettino (come il figlio di una mia amica, che ora è disperata perchè suo figlio è gelosissimo e non la fa andare nemmeno in bagno da sola! a breve partorirà ed anche il suo ginecologo le ha detto che sarà dura per via del primogenito)..quindi nessuno ti dice di non prendere in braccio la tua piccola bimba e non mettertela nel lettone ma di non esagerare nel darle "cattive abitudini"..poi è chiaro i figli sono i nostri e decidiamo noi come crescerceli!

Luisa 71 mesi fa

Io non credo che la dr.ssa dica che il neonato vada "sempre" preso in braccio o "sempre" messo nel lettone, ma solo che se capita non c'è nulla di male e non dobbiamo rifiutarlo a priori per paura di viziarlo. La mia piccola di 6 mesi ha fatto qualche sonnellino con me ma dorme sempre nella sua culla senza troppi sforzi. Il messaggio, se ho capito bene, poichè l'ho sentito anche da altre psicologhe, è solo che se il bimbo piange, quando è molto piccolo, npn è per capriccio ma perchè ha bisogno di qualcosa, leggi della mamma: il tutto va fatto senza eccessi, andando a sentimento, non fissiamoci su l'una o l'altra teoria.

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