Genitori con la fecondazione eterologa

12 gennaio 2011 
<p>Genitori con la fecondazione eterologa</p>

La notizia ha fatto il giro del mondo in poche ore: Elton John e il suo compagno David Furnish sono diventati papà di Zachary, un bambino nato da un pancione «in affitto». E mentre la neomamma 56enne Gianna Nannini annuncia di volere un secondo figlio, in libreria sta per arrivare Perché io no? Quando non si riesce a diventare mamma: storie consigli e soluzioni di Nicoletta Sipos (Sperling & Kupfer).

In Italia, dove la fecondazione eterologa è vietata dalla legge 40/2004, sono sempre più numerose le coppie che decidono di rivolgersi a centri per la fecondazione assistita o artificiale ed è stato anche creato il Registro Nazionale della Procreazione Medicalmente Assistita (PMA). Con limiti e parametri che variano da Paese a Paese, la fecondazione eterologa è invece ammessa in Austria, Svizzera, Germania, Spagna, Francia, Gran Bretagna, Svezia, Norvegia, Belgio e Stati Uniti. Ma quali sono i possibili risvolti psicologici per un genitore "non biologico" nell'educazione e nella crescita del figlio?

«Riconoscere la propria situazione riproduttiva - spiega la psicologa Lorenza Jeker, consulente del centro svizzero ProCrea - e cercare aiuto nella fecondazione eterologa, con donazione di sperma o di ovuli, è un passaggio che richiede coraggio e idee molto chiare. Per il bambino non ci sono problemi: l'importante è che la coppia abbia elaborato la scelta». «Non ci sono parole per esprimere la nostra gioia quando ci hanno detto che ero incinta - racconta l'italiana Monica P., 35 anni, in attesa di due gemelli -. Sapevamo dell'infertilità di mio marito e abbiamo affrontato in Svizzera il cammino della procreazione assistita con l'utilizzo di seme da un donatore».

Lorenzo
L., 22 anni, omosessuale residente nel Canton Ticino, ancora non pensa di diventare padre, ma la consapevolezza di averne la possibilità lo rassicura: «Conosco famiglie omoparentali con bambini piccoli, avuti con procreazione assistita in Paesi come Belgio, Danimarca, Spagna e Olanda, dove è consentito anche alle coppie gay, e i piccoli stanno crescendo bene. Se il bambino vive in una comunità aperta non si sentirà discriminato».

«Nel caso in cui i genitori siano dello stesso sesso - conclude la psicologa - è ancora più importante la parola e il dialogo con i figli: spiegare al bambino la propria scelta senza vergogna è importantissimo. Con rispetto e chiarezza, l'orizzonte della crescita e dell'educazione di un bambino può essere positivo».

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