Bambini, si sale sul pedibus!

17 gennaio 2011 
<p>Bambini, si sale sul pedibus!</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

A scuola a piedi: il servizio si espande, ma c'è chi pensa di renderlo a pagamento. Ce lo racconta Severino Colombo, giornalista e autore della rubrica Papà metropolitani su Milanoperibambini.it.

«Forza, sveglia pelandrone che perdi il Piedibus!». Per molti bambini delle elementari, da Nord a Sud, è questo il "mezzo" per andare a scuola. Il piedibus o pedibus funziona come un normale bus con orari, percorsi e fermate. Solo che al posto delle ruote ha i piedi e anziché viaggiare su strada sfrutta i marciapiedi. L'aspetto più divertente è che si può pure parlare al «guidatore». Ovvero ai responsabili (personale apposito o genitori e nonni volontari) che accompagnano i babypasseggeri a destinazione. L'iniziativa piace sempre di più: recentemente il servizio -sul sito Piedibus.it la mappa delle iniziative in Italia e le indicazioni per crearne di nuove - si è esteso anche alla città di Napoli.

Bello anche il fatto che si sale senza biglietto perché il servizio è gratuito. Almeno lo era. A Desenzano sul Garda con l'inizio del 2011 la (brutta) sorpresa è che il servizio è diventato a pagamento. La pratica rinnova la sana abitudine di andare a scuola a piedi, rendendola alla portata di città sempre meno a misura di bambini. Lo scuolabus «a trazione umana» o walking bus è «partito» dalla Danimarca. In Italia è arrivato all'inizio degli anni Duemila - tra le prime ad adottarlo Padova e Lecco,  dove lo usano quasi cinquecento bambini -  e da allora ne ha fatta di strada, in tutti sensi.

L'idea è piaciuta pure al World Watch Institute, che nel 2010 l'ha inserita nel rapporto sullo stato del pianeta come modello di vita sostenibile. Da lì esperienze a Milano, Roma ma pure, Piacenza e Fano. Giù fino ai piccoli centri. A Credaro nella Bergamasca si  sono inventati un motivetto da cantare camminando. Alle elementari Bacone, di Milano, il progetto pedibus temporaneo (attuato nel 2010, si rinnoverà nella primavera del 2011) è stato inserito nella didattica: «gli scolari hanno raccontato il tragitto casa-scuola», spiega la promotrice Gisella Bassanini, esperta di urbanistica partecipata.

Molte le virtù di questo mezzo di locomozione a propulsione umana: in un anno le camminate degli scolari risparmiano alcune migliaia di chili di emissioni di Co2 all'ambiente (quelle dalle auto dei genitori per accompagnarli). Poi il pedibus favorisce la socialità e sviluppa il senso di responsabilità dei bambini. Speriamo solo che l'esempio di Desenzano, dove i genitori pagano dieci euro al mese per mandare i figli a piedi, non faccia… scuola.

Hai esperienza di Pedibus o vorresti crearne uno nella tua zona? Racconta la tua esperienza.

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