Le "super-mamme" ti opprimono?

19 gennaio 2011 
<p>Le "super-mamme" ti opprimono?</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

Ti sembra che le altre madri siano molto più brave di te nel gestire figli, coppia e famiglia allargata? Ti stupirà scoprire che molte di loro mentono: lo sottolinea una recente ricerca britannica.

«Mio figlio dorme tutta la notte senza più poppate da quando ha 6 settimane», «Luca non guarda mai la tv di pomeriggio», «Mio marito e io riusciamo ancora a ritagliarci romantici momenti tutti nostri», «Ho un buon rapporto con mia suocera», o infine «Trascorro con la mia piccola Giulia tutto il mio tempo libero». E intanto il naso cresce: sono queste e altre le piccole bugie raccontate da molte donne di oggi, costrette a confrontarsi ogni giorno col mito imperante della «supermamma», che le fa sentire sotto pressione e le spinge a raccontare qualche piccola menzogna per vincere la competizione continua in cui si vive il difficile ruolo di genitore.

Lo rivela una ricerca britannica condotta dal sito per famiglie Netmums, da cui emerge tra l'altro che nove mamme su dieci si mettono a confronto costantemente con le altre, con il 40% di loro convinte che le madri dei compagni di scuola dei figli siano migliori di loro. Dunque mentono, perché si sentono inadeguate. La «gara» si consuma ogni giorno, davanti al portone dell'asilo, alle feste di compleanno, o ai giardinetti e la paura di uscirne perdenti, sconfitte di fronte a tante finte amiche tutte compiaciute, fa scivolare nella spirale delle frottole.

Abbiamo cercato di capirne di più con la psicoterapeuta fiorentina Nora Massoli, esperta in tematiche di maternità, che ci ha spiegato quanto abbiano inciso, in questo diffuso senso di inadeguatezza delle madri moderne, i cambiamenti sociali. «Finché esisteva la famiglia allargata, ogni neomamma poteva contare su una serie di figure femminili di riferimento, che costituivano il modello per interpretare il suo nuovo ruolo. Un modello talvolta troppo rigido, ma che dava sicurezza. Oggi, invece, ogni madre va un po' a naso, e non può neppure contare su una bibliografia univoca sul tema dell'educazione dei figli. Nei libri si trova tutto e il contrario di tutto: il bimbo può dormire nel lettone fino ai 3 anni, così gli si infonde sicurezza, ma anche bisogna essere fermi anche se piange ma lasciarlo nel suo lettino, come suggerisce l'ultra-conosciuto Fate la nanna. Questo disorienta e crea molta ansia».

Un esempio su tutti viene dai modi di dire comuni, ci fa notare l'esperta. «Il bimbo mi mangia, il bimbo mi dorme dimostrano il rapporto sbagliato che si viene a creare, perché la mamma cerca conferma nel figlio, che fa da specchio per lei che attraverso di lui si misura», conclude la Massoli.

E tu, che bugie hai mai raccontato?

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