Patrizia De Rossi:
«Ligabue per me ha 7 anime»

28 gennaio 2011 
<p>Patrizia De Rossi:<br />
 «Ligabue per me ha 7 anime»</p>

Ai fan più attenti di Luciano Ligabue il nome di Patrizia De Rossi suonerà familiare. Già, perché nel 1995 è stata lei la prima in assoluto a scrivere un libro sul rocker di Correggio, "Certe notti sogno Elvis" (Giorgio Lucas Editore). E adesso, a distanza di 16 anni, la giornalista e conduttrice radiofonica romana pubblica "Quante cose che non sai di me" (Arcana, € 16). L'abbiamo incontrata. Ecco cosa ci ha raccontato.

Nel 1995 è stata autrice del primissimo libro su Ligabue ("Certe notti sogno Elvis"): cosa l'ha spinta a scrivere un libro su di lui allora e cosa l'ha riportata a farlo adesso?«Ho visto il primo concerto di Ligabue nel 1990 e l'ho intervistato per la prima volta nel 1991: ho capito subito che aveva molte cose da dire (al di là di quello che raccontava già nelle canzoni) e, soprattutto, ho notato che sul palco riusciva a stabilire un contatto con il pubblico davvero particolare, anche se era (nel '90) praticamente sconosciuto.I ntervistandolo poi per i successivi album, mi sono convinta e gli ho proposto l'idea del libro. Lui ha accettato, ha collaborato ed è andata bene. Rispetto invece a "Quante cose che non sai di me", ho deciso di scriverlo perché in questi 16 anni Luciano Ligabue ha fatto talmente tante cose (canzoni, concerti, dischi, film, poesie, romanzi) che - a mio parere - meritava una rivisitazione».

In che modo Luciano Ligabue ha partecipato alla realizzazione di quest'ultimo libro?

«Rispondendo a un bel po' di domande che gli ho fatto nel corso degli anni e soprattutto lo scorso 4 dicembre prima del concerto di Livorno».

Cosa significa scrivere un libro su Ligabue?
«Significa compiere un lavoro di ricerca molto stimolante, ma anche lunghissimo. E avere la possibilità di parlare con Luciano, che è una persona con la quale puoi affrontare qualsiasi argomento: con lui la conversazione non è mai banale, prende mille direzioni diverse, ma poi torna sempre al punto da cui si parte. Luciano non è uno che si perde nei meandri dell'autocompiacimento».  

Quanto tempo ha impiegato per scriverlo ?
«Diciamo che dai primi incontri con la casa editrice alla consegna sono passati... 7 mesi (giuro che è un caso!), però io sono stata avvantaggiata dal fatto di aver già scritto un libro su di lui».

Un piccolo effetto che le piacerebbe sortire grazie a "Quante cose che non sai di me".
«Mi piacerebbe che questo libro arrivare alle persone che non amano molto Ligabue: vorrei riuscire a fornire loro degli spunti di interesse e di curiosità, sarei contenta di spingerli ad andare a sentire una sua canzone, o vedere un film, o leggere un racconto, per capire - magari - il perché di tanto successo e di tanto interesse nei suoi confronti».

Qual è stato e qual è l'impatto di Ligabue nella sua vita di tutti i giorni? Ci sono canzoni o messaggi lanciati dalla sua produzione che tendono a incidere sulla sua quotidianità?
«Non vorrei apparire presuntuosa, ma la musica in sé di Ligabue, le sue canzoni, non mi "influenzano" più così tanto come all'inizio, perché ormai le conosco, le ho interiorizzate. Mi colpiscono di più le cose che può dire nelle interviste o a microfono spento. Ovviamente i suoi dischi li ascolto, in qualsiasi circostanza, e spessissimo mi trovo a pensare che se avessi avuto il suo stesso talento, forse quella frase l'avrei potuta scrivere io: questo per dirle quanto mi senta simile a lui in molte circostanze. Ma io non ho il suo talento...»

L'ultimo album di Ligabue, "Arrivederci, mostro" è risultato il più venduto in Italia di tutto il 2010. Secondo Lei, cosa possiede in più il rocker di Correggio rispetto a tanti altri artisti del nostro paese?
«Non è banale e ha una capacità di entrare in sintonia con il pubblico che altri non hanno. Credo che la gente percepisca soprattutto la sua sincerità, il suo essere "normale" in un mondo e in un ambiente dove di normale c'è ben poco».

Da "fan" di Ligabue prima ancora che da scrittrice che ne ha analizzato la produzione artistica, per cosa si sentirebbe di dire: "Grazie, Luciano"?
«Per il fatto che riesce a comunicare delle cose - nelle sue canzoni, ma anche nei film che ha fatto, nel romanzo ("La neve se ne frega"), nei racconti e nelle poesie - che penso anche io. Ma lui, da artista quale è, riesce a dirle in una forma speciale, che ti trasmette grandi emozioni».

Se dovesse/potesse scrivere un libro su un cantante straniero, su chi lo farebbe?
«Su Bruce Springsteen, che amo da sempre. Per esempio, è sulla poesia delle sue canzoni che ho scritto la mia tesi di laurea in Letteratura Nordamericana. Se invece dovessi scrivere un libro su altri artisti italiani, lo farei su Gianna Nannini e su Elisa».

Altri artisti che ama?
«I Pearl Jam, i Cowboy Junkies, Prince. E molti altri: l'elenco sarebbe troppo lungo!»

Per concludere, una curiosità: l'ultima canzone di Ligabue che ha ascoltato.
«"Atto di fede" in versione acustica: è partita in automatico dal mio computer».

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RISULTATI
Antonella 68 mesi fa

Ho appena finito di leggere il libro...grazie di cuore all'autrice per aver raccontato l'anima di Luciano come nessuno aveva fatto fino ad ora: forse perchè è una donna? credo che questo libro arrivi dritto al cuore delle donne che amano l'artista Ligabue proprio perchè c'è la stessa sensibilità! Come ha dichiarato l'autrice Luciano dice e scrive cose anche noi avremmo potuto dire...a me sembra che legga dentro la mia anima senza sapere nemmeno che esisto, ma lui lo fa in maniera speciale perchè ha un dono speciale! Grazie Antonella.

GIOVANNA 71 mesi fa

LETTO E' MOLTO INTERESSANTE

giulia 71 mesi fa

sarà mio!! imperdibile avevo anche il suo primo libro

Claudia110968 71 mesi fa

Sono in attesa che il suo libro mi arrivi ma tengo a ringraziarla già per avermi dato la possibilità di conoscere ancora un pò una persona che con il suo lavoro e il suo "essere" ha portato nella mia vita molti più stimoli, molta più allegria, molte più emozioni. Grazie Claudia

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