14 febbraio, solo per quattordicenni?

01 febbraio 2011 
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PHOTO CORBIS IMAGES

È difficile dedicare del tempo alla coppia, ma le mamme non rinunciano a sognare (e a progettare fughe a due. Ma non per forza il 14 febbraio. L'inchiesta della blogger  Piattini Cinesi, «inviata speciale» fuori dalle scuole.

«San Valentino? Una festa commerciale, inventata dagli americani». Patrizia, una delle mamme che sto intervistando davanti a una scuola romana, non ha dubbi, e le amiche le fanno eco compatte. Inutile che io provi a evocare la tradizione latina dei lupercali e le origini umbre del vescovo Valentino che benediceva i fidanzati. Non le convinco. Per loro il 14 febbraio è la festa dei quattordicenni, delle frasi nei cioccolatini, dei gadget improbabili e dei ristoranti strapieni.

Cambio strategia e provo a chiedere quando è stata l'ultima volta che si sono ricavate una serata a due con il consorte. Ottengo un'espressione di panico, tipo interrogazione a sorpresa. Poi Chiara, con due gemelli nel passeggino, mi dice spavalda «Il 10 settembre!» e indica il pancione al quarto mese di gravidanza. Ridiamo, e a poco a poco qualcuna comincia a evocare la cena fuori per l'anniversario, la settimana in città da soli mentre i bambini sono al mare con i nonni, la fuga romantica per il compleanno.

«Ma le occasioni devono proprio essere speciali per uscire in due? Non potrebbe diventare un'abitudine?», chiedo. «Forse per chi ha i nonni vicini è possibile» mi spiega Angela «ma per chi come noi viene da un'altra città e non ha la baby sitter fissa organizzare una serata diventa un incubo. Costa, ci devi pensare in anticipo, e devi lottare con i capricci dei bambini e il risveglio forzato della mattina dopo». Francesca, due figlie e un part-time, approva: «A me più che la serata piacerebbe la giornata romantica. Non avere orari, impegni, responsabilità. Una specie di bacchetta magica per sentirmi libera e leggera».  

Marco, uno dei papà presenti, è invece molto critico. «La verità è che spesso semplicemente le donne non vogliono uscire e lasciare i figli. Si fanno venire i sensi di colpa per tutti, tranne che per noi mariti».  Appena il boato di disapprovazione si spegne, ascolto Livia. «Non sempre è una questione di uomini o donne.  A casa nostra sono io che spingo per uscire, per partire, mentre mio marito fa molta fatica  a separarsi da nostro figlio.  Il risultato è che facciamo sempre tutto in tre».

Possibile che questa difficoltà a lasciarsi andare dipenda dall'età dei bambini? Per scoprirlo decido di andare a parlare con chi ha i figli più grandi. Marta, un bambino in quinta e l'altra in terza media, non ha dubbi «La svolta è quando riesci a lasciarli a casa da soli. Solo che a quel punto il romanticismo non è detto che ci sia ancora. Nel nostro caso, più che di ristoranti avevamo voglia di qualcosa che ci desse allegria e ci facesse uscire un po' dal quotidiano. Per questo ci siamo iscritti a un corso di ballo e ci divertiamo come pazzi. E sicuramente ne ha guadagnato anche il nostro rapporto».  Valeria, al suo secondo matrimonio, le fa eco: «A volte bisogna sbagliare per capire le cose. Dalla separazione ho imparato a volermi bene e  a prendermi cura di me stessa, ma anche a pretendere di più, a farmi aiutare e a non dare niente per scontato». Ma il romanticismo per lei esiste? «Certo» risponde convinta «anche se forse è un po' diverso dalle immagini delle commedie sentimentali. «È un romanticismo adulto, di chi sa che non è facile trovare la persona adatta e quindi per questo anche più interessante».  Dal suo sguardo, direi che è davvero interessante. Mi ha convinta, chiamo la babysitter. E se il 14 è già impegnata, posso sempre prenotarla per il 15. Valentino da Terni, ci scommetto, approverebbe.

E tu, hai intenzione di festeggiare San Valentino?

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