Per proteggersi da Crudelia De Mon

01 febbraio 2011 
<p>Per proteggersi da Crudelia De Mon</p>

Furti e rapimenti dei cani delle razze più prestigiose, per farli riprodurre o per immetterli nel mercato degli affidi del nord Europa (da non confondere con le adozioni in regola, che sono comunque la grande maggioranza) fanno parte di un fenomeno sommerso ma in costante ascesa...

Le cifre sono impressionanti: nel 2010, in Italia, sono stati rapiti circa 54 mila cani, per un giro d'affari di 40 milioni di euro l'anno. Lo segnala l'Aidaa (associazione italiana difesa animali e ambiente). La maggior parte dei rapimenti avviene nel sud Italia: i cani sono destinati al nord Europa, attraverso canali illegali.

Nelle regioni del Centro Italia, e in particolare Umbria e Toscana, avviene più di un terzo del totale dei furti. I cuccioli di razza e le fattrici rapiti nel 2010 sono stati più di 7 mila: sono presi di mira soprattutto cani da caccia o da tartufo, o comunque di razze pregiate, tra cui molti maremmani. "I rapimenti dei cani da caccia e da tartufo rappresentano una piccola parte del  fenomeno, ma sono quelli più redditizi: i cuccioli rubati possono essere addestrati e rivenduti a prezzi importanti", spiega Lorenzo Croce, presidente di Aidaa.

«Il fenomeno è fuori controllo, e negli ultimi 4 anni il numero di cani rapiti o rubati è salito di quasi il 30 per cento». E allora, come possiamo proteggere i nostri animali? «Se avete un cane da combattimento, di grossa taglia, fate attenzione quando li portate a spasso nei parchi - continua Croce - I delinquenti  in genere lasciano libera una femmina in calore, per attrarre i maschi.  Nelle aree cittadine, chi ha intenzione di rapire i cani spesso ispeziona la zona: tenete d'occhio furgoni guidati da sconosciuti. È sempre una buona norma tenere le cucciolate in ambienti facilmente controllabili, e "cippare" il cane prima possibile, e comunque entro i due mesi di vita. Rimane poco altro da fare: in genere, i furti sono commissionati, e chi li esegue ha le idee ben chiare su come si deve procedere», conclude Croce.

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