Mamme e lavoro: 2011 in salita

02 febbraio 2011 
<p>Mamme e lavoro: 2011 in salita</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

Tempi duri per le mamme che lavorano: la crisi continuerà a farsi sentire ancora per tutto il 2011. Questo il risultato della recente indagine promossa dall'agenzia Regus su un campione di diecimila aziende: solo il 36% delle imprese intervistate sarebbe disponibile ad assumere madri (lo scorso anno la percentuale delle intenzioni era pari al 40%).

Di queste, soprattutto le piccole-medie imprese. È il caso di Eureka!, fondata nel '93 da Eleonora Bortolotti, mamma di 3 figli e manager capace di trasformare una piccola cooperativa sociale in una realtà no profit tra le più feconde della Lombardia. Eureka! ha uno staff di 250 persone, quasi tutte donne, e propone ai comuni (tra cui quello di Milano) servizi quali ludoteche, nidi, sportelli per badanti: «Ci siamo inventate un modo di lavorare cucito su misura per noi - spiega Eleonora Bortolotti - : abbiamo creato una banca delle ore interna, con scambi di turni all'occorrenza, e incentiviamo il job sharing e la flessibilità degli orari». Eureka! è tuttavia un'isola felice: la flessibilità oraria è spesso un miraggio e anzi, come emerge dall'indagine Regus, è spesso la causa dell'emarginazione professionale delle mamme (per il 45% dei datori di lavoro).

Come convincere le imprese che una madre in ufficio è un valore aggiunto, non una zavorra? «Le mamme devono imparare a vendersi meglio durante i colloqui di lavoro», sostiene Claudia Paoletti, partner di una nota società internazionale di headhunting, Kilpatrick Executive Search-Italia. «Le aziende talvolta evitano di assumere madri perché temono le assenze: in fase di colloquio, bisogna dimostrarsi ben organizzate, rassicurando così l'interlocutore che eventuali malattie o impegni dei figli non interferiranno con la professione». Non è tutto: «Solo una donna determinata decide di rimettersi in gioco sul lavoro dopo aver avuto dei figli: in sede di colloquio va ribadita con forza questa determinazione, che è una qualità molto apprezzata dalle aziende, e va ricordata la propensione, ben collaudata dalla maternità, al multitasking».

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RISULTATI
Alex 70 mesi fa

..c'è un frase dell'articolo: «Le aziende talvolta evitano di assumere madri perché temono le assenze: in fase di colloquio, bisogna dimostrarsi ben organizzate, rassicurando così l'interlocutore che eventuali malattie o impegni dei figli non interferiranno con la professione». .. CHE FA CAPIRE QUANTO SIA INDIETRO L'ITALIA nel campo professionale femminile!!!! Una donna già di per sè è multitasking, perchè in un colloquio dobbiamo sempre sudare 10 volte in più per dimostrarlo?

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