WWF: 15 oasi aperte al pubblico

03 febbraio 2011 
<p>WWF: 15 oasi aperte al pubblico</p>

Ogni primavera, due miliardi di uccelli migratori attraversano l'Italia, ponte fra Africa e Europa, perché le nostre aree umide rappresentano per loro un "pit stop" per la sosta, l'alimentazione e la nidificazione.

A questi ambienti è dedicata la Giornata mondiale del 2 febbraio: il WWF Italia la festeggia con l'apertura straordinaria e gratuita di 15 oasi, in tutta Italia, la prossima domenica (il 6 febbraio). Un anno particolarmente importante, il 2011, per le zone umide del Pianeta visto che sono passati 40 anni dalla firma della Convenzione Internazionale sulle Zone Umide, siglata il 2 febbraio del 1971 a Ramsar, in Iran.

Tra le aree aperte il Lago Preola - Gorghi Tondi e le Saline di Trapani in Sicilia, il Lago di Alviano in Umbria, le oasi Persano e Astroni e il Lago di Conza in Campania, Le Bine in Lombardia, il Lago di Burano, la Laguna di Orbetello, la San Felice oasi e l'oasi Orti-Bottagone in Toscana, la Ripa Bianca di Jesi nelle Marche, l'oasi Le Cesine in Puglia, il Lago di Penne in Abruzzo e l'oasi di Marmirolo in Emilia Romagna.

Potrà essere l'occasione buona per vedere alcuni degli uccelli che frequentano abitualmente le zone umide, come i trampolieri (fenicotteri e gru), le anatre, i cannareccioni e il merlo acquaiolo, i gabbiani e le sterne, ma anche tante anche le specie che dal Nord Europa "svernano" in Italia, come le oche selvatiche, che sono già arrivate dall'Olanda.

Le zone umide sono straordinari bacini di vita, ma allo stesso tempo gli ecosistemi più a rischio del Pianeta: nell'ultimo secolo, il 90 per cento delle aree umide europee sono scomparse: secondo la Commissione europea, fra il 1950 e il 1985 l'Italia ne ha perso il 66 per cento.

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