MiraMuseo: la finestra 2.0 sull'arte

08 febbraio 2011 
<p>MiraMuseo: la finestra 2.0 sull'arte</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

L'arte, dal primo febbraio, diventa più accessibile ed è condivisa in rete attraverso  gruppi di discussione e profili di Linkedin e Facebook, mentre il legame fra patrimonio artistico e multimedialità, nell' era del web 2.0, si fa sempre più stretto.

Dopo il successo delle mostre con supporti virtuali 3D e la recentissima nascita di Google Art Project, che permette di visitare un museo standosene comodamente seduti sulla poltrona di casa, un gruppo di storici dell'arte, informatici ed esperti di comunicazione  ha creato Miramuseo. Attiva dall'undici gennaio scorso, questa associazione ha il preciso scopo di favorire la valorizzazione del  patrimonio artistico e culturale attraverso la condivisione elettronica di contenuti.

«Il nostro fine è quello di far evolvere le metodologie di fruizione, che oggi non permettono al grande pubblico di avere strumenti e chiavi di lettura», spiega Marcello La Cava, il cofondatore , che aggiunge: «Abbiamo un target molto vasto, ma ci rivolgiamo innanzitutto alle fasce più giovani ed informatizzate della popolazione, per cui abbiamo creato particolari sistemi di comunicazione che interagiscano con i social network. In sintesi, l'idea semplice ma innovativa di Miramuseo è quella di "spostare" l'arte e portarla direttamente alle persone, senza intermediari».

Sulla pagina di Facebook dell'associazione si trovano le segnalazioni di alcune mostre importanti e qualche commento, mentre, nel  gruppo di discussione sul profilo di Linkedin,  moderato dallo stesso La Cava, si sta ragionando su come arrivare ad un pubblico ancora più vasto attraverso il crowdsourcing .

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