Inquinamento e bambini, che fare?

14 febbraio 2011 
<p>Inquinamento e bambini, che fare?</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

«Non c'è dubbio che le patologie respiratorie e gastrointestinali nei bambini siano in aumento. È in corso un inverno molto difficile: l'aria densa di agenti inquinanti costituisce l'habitat ideale per la diffusione di virus e batteri, specie tra i lattanti». A parlare è Luca Bernardo, primario del Fatebenefratelli di Milano e consigliere della Società Italiana di Pediatria. Insieme ad altri esimi colleghi milanesi è firmatario di un appello, il cosiddetto Manifesto dei pediatri, che chiede a Comune, Provincia e Reegione  provvedimenti drastici per diminuire l'inquinamento. «Le domeniche a piedi non bastano, e non illudiamoci che il problema riguarda solo le grandi città: tutta la pianura padana, per la sua conformazione geofisica, è una conca dove l'aria ristagna e dove le polveri sottili, in mancanza di vento, pullulano», spiega Bernardo a Style.it.

Per tutelare la salute dei più piccoli, i pediatri chiedono misure forti, ad esempio «biglietti gratis sui mezzi di trasporto finché non crollano i valori d'inquinamento» in modo da disincentivare l'uso dell'auto privata. Il problema a Milano è grave (i Pm 10 sono tre volte oltre i limiti di legge da 37 giorni solo nel 2011), ma non va meglio a Torino, Firenze, Bologna. E di certo consola ben poco sapere che, come commenta Bernardo, «le patologie respiratorie dei piccoli da sempre aumentano in inverno, ora si è però rafforzata la consapevolezza dell'opinione pubblica sui danni alla salute creati dall'inquinamento».

Ma allora che cosa possono fare le mamme, in attesa che le amministrazioni ascoltino il suggerimento dei pediatri o che il clima, con vento e pioggia, ripulisca l'aria? «Se ci sono le possibilità, sarebbe utile per bambini che hanno avuto episodi patologici passare un periodo medio-lungo, almeno di una settimana o dieci giorni, in posti con un clima mite e più salubre», spiega Bernardo aggiungendo che l'uso di mascherine per i bambini è utile, ma non determinante ad abolire il contagio da virus respiratorio sinciziale, che è molto aggressivo e responsabile della maggioranza di bronchiti e bronchioliti in circolazione.

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