Balbuzie: come aiutare i tuoi figli

15 febbraio 2011 
<p>Balbuzie: come aiutare i tuoi figli</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

Sapere esattamente cosa si vuol dire ma non riuscire ad articolare correttamente le parole. Arresti, ripetizioni, vocali che si prolungano sfuggendo al nostro controllo, e poi il blocco per paura di non farcela. È quanto avviene nella prima scena del film Il discorso del re, in odore di Oscar con 12 nomination (e già pluripremiato ai Bafta e ai Goya), quando il duca di York, futuro Giorgio VI d'Inghilterra e affetto da una grave forma di balbuzie, deve tenere il discorso inaugurale allo stadio di Wembley. Il film ha il merito di attirare l'attenzione su un problema che affligge l'1% della popolazione mondiale, ma che spesso viene sottovalutato o fatto oggetto di ironia e che preoccupa i genitori di bambini balbuzienti. Proprio per questa ragione sono nate diverse associazioni ad opera di ex balbuzienti che si propongono di diffondere informazioni e aiuto, come ci racconta Enzo Galazzo, che nel 2005 ha fondato Vivere senza balbuzie: «in questi anni abbiamo ricevuto diverse migliaia di contatti e dato risposta a moltissimi genitori che chiedevano consigli su come comportarsi con i bambini».

La balbuzie infatti è un disturbo della fonazione, che insorge al momento dell'elaborazione delle prime frasi, al momento in cui si situano i primi contatti con l'esterno: durante i giochi oppure alla scuola materna, per esempio. All'inizio si parla di balbuzie primaria e, nel 95% dei casi, si inizia a balbettare entro i 7 anni. I bambini colpiti sono 5 su 100 e di questi 4 torneranno a parlare in maniera fluente spesso entro 12 o 18 mesi. In questa fase un atteggiamento corretto da parte delle persone più vicine ai bambini, genitori e insegnanti, è fondamentale per superare il problema ed evitare che peggiori o si cronicizzi.

«È infatti la paura del giudizio degli altri che si somma alla difficoltà fonetica amplificando la portata dei blocchi» ci spiega Galazzo. Per questa ragione sul sito Balbuzie-news, è possibile scaricare delle guide di comportamento sia per i genitori che per gli insegnanti. Tra i consigli c'è quello di ascoltare il bambino per quello che dice, senza soffermarsi sulle difficoltà nel dirlo, non completare le sue parole, cercare lo sguardo, commentare il suo discorso più che fare richieste, valorizzare forme di comunicazione non verbali, facilitare esperienze positive e rilassate di socializzazione. A partire dagli 8 anni poi si interviene con corsi studiati ad hoc, che integrano le tecniche foniche con l'approccio relazionale. Lo stesso approccio lo si vede anche nel film, nell'intenso  rapporto di amicizia tra Giorgio VI e il suo logopedista, incaricato dalla regina di mettere in grado il marito di assumere pienamente il proprio ruolo di leader della nazione in un momento tanto delicato della storia. Non a caso lo sceneggiatore del film, David Seidler è un ex balbuziente, che ha un ricordo diretto del discorso del re e che per anni ha aspettato di potere realizzare questo film, al quale teneva immensamente.

Una storia nella storia insomma. Se vi incuriosisce, leggete l'articolo del Daily Mail.

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