Le donne invisibili di Sheila McKinnon

17 febbraio 2011 
<p>Le donne invisibili di Sheila McKinnon</p>

(In foto Morocco desert Kids)

Alle giovani donne dei paesi in via di sviluppo, emarginate fin dalla nascita, che non possono iscriversi a scuola e sono costrette a matrimoni forzati, a gravidanze precoci, alla violenza sessuale e domestica. A loro, alle adolescenti "ai margini", è dedicata la mostra "Born Invisible", con le immagini della fotografa italo canadese Sheila McKinnon.

È organizzata dalla fondazione Edoardo Garrone, in collaborazione con l'Aidos (Associazione italiana donne per lo sviluppo), e si può visitare fino al 20 febbraio, dalle 10 alle 19, al Palazzo Ducale di Genova.

"Le immagini di Sheila McKinnon - scrive nel catalogo Maria Giovanna Musso, sociologa dell'arte - sono rivelazioni dell'invisibile. L'artista fotografa per rivelare ciò che non è visibile ad occhio nudo. Il suo sguardo va alla ricerca della grazia degli esseri e la incontra al di là delle retoriche e delle angustie contingenti".

Le adolescenti "ai margini" sarebbero 1 milione e 150 mila in Sudafrica, 700 mila in Kenya, 600 mila in Etiopia.

La mostra di Sheila McKinnon fa parte di un percorso che la fondazione Edoardo Garrone ha iniziato già da alcuni anni con le associazioni non governative Aidos e Amref (African Medical and Research Foundation) per affrontare, anche attraverso la diffusione della cultura e dell'arte, le tematiche dello sviluppo, dell'integrazione e del sociale, in particolare quando riguardano le nuove generazioni.

Prenotazioni allo 0105574064/065. L'ingresso è libero.

 

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