Penelope, Ulisse e la sorpresa finale

18 febbraio 2011 
<p>Penelope, Ulisse e la sorpresa finale</p>

Penelope la conosciamo un po' tutte: è quel modello di fedeltà coniugale e devozione al marito che, diciamocelo, a volte è anche noioso e irritante. Penelope ha aspettato circa vent'anni che Ulisse tornasse a casa dalla guerra di Troia. Dieci anni per la guerra più dieci anni per il ritorno; che qualcosa non torni l'aveva capito anche Penelope che infatti lo dà ormai per disperso.

Ciononostante, fedele al suo personaggio, questa donna esemplare tesse la sua famosa tela di giorno e la disfa di notte… tutto perché ha promesso a una banda di pretendenti cafoni di sposare uno di loro, quando la tela fosse terminata. Questi pretendenti, chiamati Proci, vivono dalla mattina alla sera nella reggia di Ulisse e banchettano come maiali, sperando un giorno di portare a casa la sua donna, la sua reggia e tutti i suoi beni.

Penelope però resiste: tesse la sua tela, si sistema la veste, sbatte le ciglia, per poi star sveglia tutte le notti a disfare la trama. La leggenda vuole che quando Ulisse finalmente torna a casa, la dea Atena lo trasformi in un vecchio e malandato mendicante; quando varca la soglia del suo palazzo però, il suo fedele cane Argo lo riconosce immediatamente
e lo annusa scodinzolando (poi muore all'istante! ma questa è un'altra storia).

La sua nutrice, la serva che lo ha cresciuto, nota sul suo corpo una cicatrice di caccia, ricordo di una ferita da bambino, e lo riconosce subito. Penelope invece lo guarda fisso, anche un po' sospettosa, e lo identifica come suo marito soltanto quando Ulisse mostra di conoscere il segreto legato al loro letto nuziale, costruito fra le radici ritorte di un albero secolare.

Quando i due sposi si trovano uno di fronte all'altra, ritrovano la sintonia di un tempo. Ulisse ringrazia Penelope per il lavoro svolto in sua assenza: la chiama "re", e pensa di farle un complimento. Lei fa la modesta, mostra grande devozione al marito e si dedica a lui fino alla morte dell'eroe. Il tempo passa, anche lentamente, e Penelope non è più la ragazza di un tempo: ha qualche filo grigio fra i capelli lunghissimi e qualche piccola ruga, anche se è ancora un super schianto.

Un giorno, mentre si sta pettinando seduta sotto il portico e cerca di decidere se iniziare a cucire un mantello per il figlio Telemaco, le si para davanti un ragazzo bellissimo; lei lo vede in contro luce e deve farsi schermo con la mano per non essere accecata. Ha i capelli scuri e riccioli un po' aggrovigliati. Le parla con timore e soggezione e le chiede se è ancora vivo Ulisse, signore di Itaca, eroe di Troia. Penelope risponde con tono educato da vedova altolocata e gli dice che Ulisse è morto ormai da un po'. «Io sono suo figlio, Telegono» dice allora il giovane, «nato dalla maga Circe tanti anni fa».  Penelope alza lo sguardo e…

E, ora, a parte la mancanza di stile di chiamare un figlio nato da una relazione con un'altra praticamente come il figlio di primo letto, voi cosa avreste fatto?

a) preso a sassate l'ignaro Telegono

B) nascosto tutti i gioielli per la paura che il nuovo figlio reclamasse l'eredità

c) maledetto Ulisse per averci messo dieci anni a tornare a casa, tradendola praticamente su ogni isola in cui aveva messo piede.

… Noi forse avremmo scelto una di queste opzioni, ma noi non siamo Penelope. Quella donna fantastica di Penelope socchiude gli occhi, gli chiede se è stanco e lo invita a entrare… Ne fa quindi il suo amante e decide di tenerselo a palazzo per il resto della vita. Mica male per una donna di tremila anni fa.

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