In Senato c'è chi cerca di stoppare il disegno di legge che
introdurrebbe le quote di genere - meglio conosciute come "quote
rosa" - all'interno dei consigli di amministrazione e dei collegi
sindacati di società quotate e municipalizzate (pena lo
scioglimento del CdA in caso contrario). Le promotrici che lo
scorso dicembre lo avevano portato con successo alla Camera -
Alessia Mosca (Pd) e Lella Golfo
(Pdl) - lanciano un appello in rete: care donne, se volete
una vera opportunità per sedere coi colleghi maschi là dove si fa e
si decide, ditelo ora forte e chiaro.
E chiedono di firmare un appello diretto al Presidente
del Senato (segreteriagabinettopresidente@senato.it) e a
quello della Commissione Finanze Mario Baldassarri
(mario.baldassarri@senato.it), perché non cedano alle pressioni di
chi - assicurano le onorevoli - sta cercando il modo di vanificare
gli sforzi fatti per portare il disegno di legge fin qui.
Insomma, sembra che questo sia il momento di far vedere che una
lobby delle donne è possibile, e la meritocrazia una realtà. Non a
caso Lella Golfo, che è anche presidente della Fondazione Bellisario, ha
lanciato anche il progetto Mille curricula
eccellenti per creare, con l'aiuto di due società di head
hunting Beyond International e
Heidrick&Struggles un database di
donne pronte a raccogliere la sfida.
E pare proprio che già quasi in mille abbiano
risposto, come a dire che - se quel 30% di poltrone in rosa che ci
allineerebbe alle democrazie europee che hanno già adottato questa
norma, come la Norvegia, da noi per ora restano vuote - non è certo
per mancanza di candidate.