Melissa Leo: un Oscar, finalmente!

28 febbraio 2011 
<p>Melissa Leo: un Oscar, finalmente!</p>
PHOTO GETTY IMAGES

Una maratoneta. Ecco cos'è Melissa Leo, in questo momento portabandiera di quell'enorme popolo di attrici viventi e lavoranti ma non redcarpettizzanti sparse in tutto il mondo. Working actors, li si definisce, attori che lavorano: in pubblicità, cortometraggi, piccole e grandi serie, con parti più o meno importanti, fanno doppiaggi, voci fuori campo, narrazioni.

Hanno sogni grandi e fanno lavori piccoli, come Michael Dorsey all'inizio di Tootsie. A volte li chiamano "caratteristi", interpretano ruoli di supporto ma non sono protagonisti; se sono particolarmente bravi in una parte, possono essere chiamati a ripeterlo all'infinito. Il pubblico li vede e capisce subito: quello è il cattivo, quello è il buono, quello è il tontolone, quella è la zia iperprotettiva.

Fino a qualche settimana fa, Melissa Leo era una working actress di successo, ma prima - come testimonia la sua fluviale filmografia - e per molti anni è stata semplicemente un'attrice, una che faceva soap, puntate di serial, conosciuta ma non una star, stimata ma non fermata al supermercato.

I tabloid non si interessavano di lei, e la sua fama era legata alle sue doti. Anno dopo anno, dalla metà degli anni '80 a oggi, fino all'Oscar ricevuto ieri come Miglior Attrice non Protagonista in The Fighter. Una lunga marcia, che lei - in una mossa di calcolata e inedita assertività per un business in cui è vitale essere arroganti continuando a simulare modestia - ha chiesto a pubblico e giuria di riconoscere, facendo pubblicare una serie di annunci composti semplicemente da una foto e da una scritta: CONSIDER... in maiuscolo. Consider, prendete in considerazione, tenete presente, pensateci. Melissa Leo vincitrice di un Academy Award. Che idea meravigliosa, no?

Ha funzionato, pare. Evviva Melissa Leo, maratoneta che sul traguardo fa anche lo sprint.

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RISULTATI
renee 70 mesi fa

L'ho vista lavorare ed è veramente brava. Credo che nel mondo cinematografico ci sia qualcuno che stabilisca a priori chi deve avere successo e chi no a prescindere dalla bravura, una specie di mafia insomma che spinge i suoi cavalli di razza verso il successo e lascia indietro persone valide ma note solo agli addetti ai lavori e spesso non degnate nemmeno di un elogio. Cmq meglio tardi che mai.

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