Febbri periodiche, che fare?

01 marzo 2011 
<p>Febbri periodiche, che fare?</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

Ieri, 28 febbraio, è stata la Giornata mondiale delle malattie rare, organizzata per focalizzare l'attenzione dell'Europa sui molti problemi affrontati da chi vive la condizione di essere ''malato raro'', dalla difficoltà della diagnosi all'accesso all'assistenza sanitaria, alle mille sfide quotidiane. Per l'Unione Europea una malattia è definita ''rara'' quando il numero di malati non è superiore a 5 ogni 10.000 abitanti. Ma esistono molte malattie rare. A oggi ne sono state individuate oltre 8.000 che colpiscono il tra il 6% e l'8% della popolazione in totale ovvero, nella sola Comunità Europea,  tra i 24 e i 36 milioni di persone. Tra le varie patologie, molte sono quelle che colpiscono i bambini. Tra queste ci sono le CAPS, ovvero febbri periodiche associate alla criopirina. Si tratta di un gruppo di tre differenti patologie di vari livelli di gravità causate da mutazioni di un medesimo gene e associate alla comparsa di alcuni sintomi aspecifici difficili da riconoscere, perché facilmente confondibili con altre patologie piuttosto comuni.

Donato Rigante, pediatra reumatologo presso il Policlinico Gemelli di Roma consiglia di verificare se esiste la "triade" , ovvero «la compresenza di tre sintomi delle CAPS, solitamente rash cutaneo, congiuntivite e febbre. Quando un bambino manifesta la "triade" in maniera ricorrente e prolungata è consigliabile rivolgersi al pediatra reumatologo per capire se i tre sintomi sono riconducibili alle CAPS.
È bene però sapere che, affinché sia associabile alle CAPS, il rash cutaneo, cioè
macchiette di entità variabile, deve essere esteso e si deve sviluppare su arti e dorso». Altri segnali sono reazioni cutanee intense e ricorrenti dopo esposizione alle basse temperature (ad esempio il contatto con acqua o aria fredda), la continua sensazione di avere l'influenza, con dolori diffusi, e nessuna cura che sembri funzionare, dolori che accompagnano il bambino fin da piccolo e che appaiono peggiorati con il tempo.

«Nelle loro forme più lievi, se trattate adeguatamente, le CAPS non condizionano l'aspettativa di vita di una persona- spiega ancora il dottor Rigante -. Questo può accadere invece nei casi più gravi della patologia, a causa delle conseguenze dei sintomi ad esse associate». L'importante, come sempre, è la diagnosi precoce, in modo da poter riconoscere la malattia e  adottare una serie di strategie che facilitano la vita di questi pazienti. In caso di dubbio, parlane col pediatra e in caso rivolgiti a uno dei centri specializzati che trovi sul sito dell'associazione Febbri periodiche.

Condividi:
  • Twitter
  • Facebook
  • Delicious
RISULTATI
Lunghezza massima del commento: 1000 caratteri
Style.it si riserva di cancellare commenti con contenuto diffamatorio o volgare, i messaggi autopromozionali e/o commerciali, oppure in cui vengano indicati dati sensibili o personali (indirizzi mail, numeri di telefono,...).