Bullo: identikit di un insospettabile

02 marzo 2011 
<p>Bullo: identikit di un insospettabile</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

Popolare, corteggiato dalle ragazze e rispettato dai compagni, spesso anche attraente: questo l'identikit del "bullo" tipo, il genere di ragazzo che quando va a scuola fa il gradasso con i più deboli al punto da torturarli psicologicamente. Secondo una ricerca pubblicata sull'American Sociological Review, bullismo e popolarità vanno di pari passo ed è sbagliato pensare che i ragazzi che maltrattano i compagni provengano da famiglie problematiche. «Il raggiungimento e il mantenimento di un elevato status sociale - spiega Robert Faris, sociologo dell'UC Davis in California e autore dello studio - favorisce un comportamento antagonistico, soprattutto in tenera età».

Faris ha analizzato il comportamento di 3.722 studenti, riscontrando in loro un'aggressività crescente a seconda della "posizione" occupata nella scala sociale. In particolare, il picco dell'aggressività è stato registrato negli studenti all'apice della popolarità (il 2%) ma, una volta raggiunta la massima "notorietà", le molestie da parte di questi cominciano a calare.

Lo studio ribalta tutte quelle teorie che finora hanno interpretato il bullismo come un prodotto dell'ambiente domestico. Alla luce dei dati, sembra infatti che il fenomeno sia più il frutto delle gerarchie sociali tra compagni. «Configurandosi come leader negativo - spiega lo psicologo Orazio Caruso - il cosiddetto "bullo" ha bisogno di costruire il proprio ruolo con un complesso lavoro di alleanze e complicità. Ma non dimentichiamo che il "bullo" è anche un soggetto fragile, incapace di relazioni positive, "vittima" della propria inadeguatezza e dotato di scarsa autostima. Il raggiungimento di popolarità e prestigio nel gruppo è sicuramente per lui importante, ed è per questo che il gruppo ha un enorme potere di orientamento e pressione».

Secondo l'esperto, la soluzione si chiama condivisione: «Bisogna lavorare sul gruppo - conclude Caruso - depotenziando i comportamenti a rischio e distribuendo compiti e ruoli. Arrivare a sostituire il leader negativo con quello positivo, senza enfatizzare il problema».

I tuoi figli hanno avuto esperienza di bullismo? Raccontaci qui come lo state affrontando

Condividi:
  • Twitter
  • Facebook
  • Delicious
RISULTATI
Lunghezza massima del commento: 1000 caratteri
Style.it si riserva di cancellare commenti con contenuto diffamatorio o volgare, i messaggi autopromozionali e/o commerciali, oppure in cui vengano indicati dati sensibili o personali (indirizzi mail, numeri di telefono,...).