Storie di donne in lotta

08 marzo 2011 
<p>Storie di donne in lotta</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

La giovane tunisina celebre per il suo blog, la giornalista attivista dello Yemen, la diciannovenne siriana arrestata. Sono tante le giovani donne che con l'aiuto della rete e dei social media riescono a denunciare le violente repressioni in atto nei loro Paesi.Il loro punto di riferimento? Indubbiamente l'afghana Maria Bashir. Ecco le loro storie.

Maria Bashir rappresenta la speranza dell'Afghanistan e non solo. È il primo procuratore generale donna della provincia di Helmand, laureata in legge all'università di Kabul, è stata insegnante clandestina di molte ragazze durante la dittatura talebana. Oggi lotta in prima linea perché siano garantiti gli stessi diritti agli uomini e alle donne come riconosciuto dalla nuova costituzione afghana del 2004. Maria sta cercando di convincere le donne a ribellarsi e a denunciare le violenze dei mariti, facendole rinunciare così alla scelta estrema del suicidio.

Lina Beh Mhenni è la giovane tunisina del blog "Tunisian Girl", diventata famosa per aver pubblicato le foto e i nomi delle prime vittime degli scontri nella sua terra. Ora che la Tunisia è stata "liberata" e che i bloggers sono stati scarcerati dal governo di transizione, Lina continua la sua missione commentando gli scontri che stanno deflagrando in tutto il Maghreb. A proposito della Libia scrive «quello che sta accadendo è un genocidio, un massacro, un'esecuzione di massa».

Tawakol Karman, 32 anni, è tra le fondatrici di "Women Journalists Without Chains" ed è considerata un'eroina dei diritti umani nello Yemen. È stata arrestata più volte perché sempre in prima fila per protestare contro Ali Abdullah Saleh, presidente da più di trent'anni. Sta guidando la rivolta nel suo paese al grido «Guardate all'Egitto, vinceremo!». A dispetto dello stupore che continua a suscitare la sua determinazione, lei non si stanca di ripetere che una donna può valere mille uomini.

Tal al-Mallohi
è una studentessa siriana ed è in carcere dal dicembre del 2009. Ha appena 19 anni e la settimana scorsa è stata condannata a cinque anni. L'accusa? Spionaggio a favore di una potenza straniera. Sul suo blog, infatti, la teenager ha spesso parlato di riforme e dedicato numerosi post alla Palestina. Anche ora che è fermo al giorno dell'arresto, in home page c'è una foto del Mahatma Gandhi e un poema in onore di Gerusalemme.

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