Quote rosa: "Non sono la soluzione, ma aiutano"

10 marzo 2011 
<p>Quote rosa: "Non sono la soluzione, ma aiutano"</p>

"Secondo la scienza, il cromosoma y sta perdendo pezzi ed è destinato a scomparire, mentre il nostro cromosoma x sta benissimo. Insomma, lo dice anche la gentica: il futuro è donna". Così Lella Costa, il giorno della festa della donna, a Milano, alla tavolta rotonda della società di formazione Ismo (Gruppo professionale Interventi e Studi Multidisciplinari nelle Organizzazioni) (http://www.ismo.org/j/), "Uguali e Diverse: una prospettiva per lo sviluppo".

Eppure, oggi, in Parlamento le donne sono solo il 19 per cento e le "quote rosa" scarseggiano anche nelle stanze dei bottoni dell'economia. In Italia, secondo i dati CISL Lombardia, le donne sono il 60 per cento dei laureati, ma il loro tasso di occupazione è il 46 per cento. 68 su 100 delle donne tra i 20 e i 49 anni hanno un lavoro se non hanno figli, 60 se hanno un solo figlio, 54 se ne hanno due. Le donne guadagnano, in media, il 20 per cento in meno degli uomini a parità di lavoro, e il 40 per cento di quelle sotto i 40 anni non può usufruire delle tutele sulla maternità previste dalla legge perché non ha un lavoro a tempo indeterminato.

La tavola rotonda dell'Ismo ha misurato la posizione delle donne sul disegno di legge che sarà votato al Senato, e che prevede che ci sia un terzo di donne nei consigli di amministrazione di società quotate e società a partecipazione pubblica.

Laura Boella, studiosa del pensiero femminile del Novecento, in particolare di Hanna Arendt, e autrice di "Cuori pensanti": "Le donne sono inoltre investite di responsabilità e caricate di aspettative, quasi non avessero diritto alla leggerezza e perfino alla stupidità che sono invece concesse agli uomini. La rivoluzione è rimasta incompiuta".

Lorena Capoccia, componente del comitato esecutivo Minerva Federmanager è una convinta sostenitrice delle quote rosa: "In Italia le cose sono ferme, il cambiamento culturale è difficile e quindi c'è bisogno di una legge che consenta alle donne di raggiungere obiettivi altrimenti proibitivi".

Secondo Rita Pavan, del Coordinamento Donne CISL Lombardia, "se le quote non ci fossero state, anche nel sindacato, le donne sarebbero state tagliate fuori. Non sono certo la cura, ma hanno portato grandi benefici".

E Beatriz Bottner Baroni, partner del Pink Master, organizzato da Ismo, ha suggerito 10 regole, o meglio esperienze, che vorrebbe trasmettere alle donne in carriera:
1. Essere diverse: diventare leader restando donne, nutrendo e coltivando il valore della differenza.
2. Fare rete nella vita privata come in quella professionale, creando relazioni stabili.
3. Affidarsi a che crede in noi.
4. Essere consapevoli del proprio valore, della capacità di una leadership interattiva.
5. Rispettarsi: la vita è una sola, per questo bisogna lavorare con persone vere e per idee valide, prendendo a cuore i progetti e facendo le scelte giuste.
6. Applicare un "Energy-Budget-Control", nello spirito e nel corpo, riconoscere quando si ha bisogno di una pausa e sfruttare i momenti di carica, premiarsi a volte.
7. Crederci per riuscirci: la chiave del successo.
8. Avere humor che aiuta a lavorare e a vivere meglio.
9. Accettare i propri limiti, allenare la capacità di accettare ed elaborare le sconfitte, accettarsi anche nelle debolezze per non sentirsi sempre in colpa.
10. Essere forti da dentro è la vera ricchezza.

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RISULTATI
rita cansino 69 mesi fa

Ho esagerato di proposito, ma non capisco perchè le donne sopportano sempre, anche le ingiustizie. Non si riceve un premio x la sopportazione.

rita cansino 69 mesi fa

2^guerra mondiale: la donna è l'angelo del focolare, ma sgobba quanto e più di un uomo ed alla bisogna va bene anche in fabbrica, ma guai agli stessi diritti. Anni '50: si continua a faticare, il modello è la mamma o la maggiorata stupida. Anni '60: i ragazzi si divertono, le ragazze a casa sennò son botte. Anni '70: le donne fan comodo nelle manifestazioni, ma al lavoro comunque non possono guadagnare quanto gli uomini. Anni '80: oltre alla famiglia devi far carriera e tuo marito mica lava i piatti. Anni 2000: i figli sono solo un tuo problema, idem la casa, gli anziani (anche se si tratta dei suoceri), con la tua laurea non trovi lavoro e devi esser sempre bella, altrimenti il tuo uomo-che manco ti sposano più- ti molla x una cretina + giovane e che gli svuota il portafoglio. Ma è l'uomo a sentirsi in crisi!!!!

MIMì 69 mesi fa

il mio sogno? non dover dimostrare di essere più intelligente e capace di Tizio per poter svolgere la mansione identica con identico stipendio di Tizio.....

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