La pappa? È tutta in due...piramidi

21 marzo 2011 
<p>La pappa? È tutta in due...piramidi</p>

Il bambino non è un piccolo adulto e i criteri da usare per capire se per lui una pietanza è buona e se un pasto è completo sono diversi dai nostri. Una pappa che per noi è insipida, ad esempio, per lui è sapida, perché fino ai 6 mesi è abituato solo ai sapori dolci. E un cucchiaio di parmigiano, che a noi sembra salutare, per lui può essere un concentrato di grassi.

Di questo si è parlato nell'aula del Rettorato dell'università La Sapienza di Roma presentando due Piramidi alimentari per la prima infanzia, realizzate sulla falsariga di quelle messe a punto per gli adulti dall'Istituto di Scienza dell'Alimentazione della stessa Università e in linea con le indicazioni scientifiche internazionali promosse dall'ESPGHAN (European Society for Paediatric Gastroenterology, Hepatology and Nutrition). Questi strumenti permetteranno a genitori e pediatri di seguire l'alimentazione del bambino nel periodo dello svezzamento, ovvero del passaggio dall'alimentazione dal seno all'assunzione di alimenti semisolidi e solidi. «La parola d'ordine in questa fase è varietà - ha spiegato il professor Andrea Vania, pediatra e presidente dell'ECOG (European Childhood Obesity Group) e responsabile del Centro di Dietologia e Nutrizione Pediatrica de La Sapienza di Roma -. No al monocibo e mai arrendersi di fronte alla neofobia (paura del nuovo): è normale che fino a 2 anni un bambino rifiuti di mangiare, non è abituato a una vasta gamma di alimenti».

Nella prima fase, tra i 5 e i 6 mesi di età, i 4-5 pasti al giorno prevedono 1 non latteo e 3-4 poppate, di latte materno oppure formulato per l'infanzia. «Questo schema - ha precisato Vania - permette l'accettazione graduale degli alimenti nuovi e favorisce la varietà alimentare. Il singolo pasto non latteo deve essere completo. L'ideale è un mix di crema di cereali (o pastina) con verdure e olio extravergine d'oliva insieme alle proteine della carne o del pesce (preferibilmente liofilizzati) e frutta». No al latte di mucca, anche in forma diluita, perché squilibrato rispetto ai fabbisogni di quest'età.

Nella seconda piramide i 4 pasti al giorno sono suddivisi in 2 poppate di latte materno e 2 pappe. Aumenta a questo punto la varietà di alimenti consentiti: entrano il riso e il semolino, il formaggio, il tuorlo d'uovo e i legumi, per un totale di circa 28 pasti settimanali. Frutta e verdura sono presenti a ogni pasto, mentre le fonti di proteine si alternano: in prima linea i legumi (fino a 5 volte a settimana), seguiti dalla carne (3 volte) e dal pesce (3 volte). Infine il formaggio, presente nella dieta del bambino 2 volte a settimana, e 1 volta il tuorlo dell'uovo, da introdurre gradualmente (le prime volte solo 1 quarto). Fondamentali le porzioni: si consiglia di consumare, nella prima fase, metà vasetto di omogeneizzato, per poi passare gradualmente all'intero.

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