Endometriosi, qualche buona notizia

19 marzo 2011 
<p>Endometriosi, qualche buona notizia</p>

Per 1 donna su 10 l'infertilità dipende dall'endometriosi, una patologia cronica che nasce dalla presenza di cellule dell'endometrio fuori dalla sua sede abituale, cioè l'utero.

Ma queste donne non si rassegnano all'impossibilità di avere un figlio. Quelle sterili che soffrono di questa malattia - di cui si è appena celebrata la settimana europea di consapevolezza, la Awareness Week, voluta dalla European Endometriosis Alliance - sempre più spesso si rivolgono ai centri di procreazione assistita, un settore della medicina che negli ultimi anni, in questo senso, sta facendo passi da gigante. «Grazie alle più recenti scoperte - spiega Michael Jemec, medico specialista in Medicina della Riproduzione del centro per la fecondazione assistita ProCrea di Lugano (Svizzera) - siamo in grado di avere percentuali di successo che superano il 30%. Una media che naturalmente dipende anche dall'età della donna».

Le donne che soffrono di endometriosi, in Italia e nel mondo, sono in aumento. Molte non sanno neppure di essere malate, dato che la sintomatologia di questo disturbo non sempre è evidente. «Può intaccare l'ovaio, la vescica o l'intestino, provocando forti dolori - continua Jemec - e portare a irritazioni e infiammazioni dei tessuti».
Gli studi internazionali fatti finora hanno però condotto verso risultati incoraggianti. E se l'intervento chirurgico di rimozione dell'endometrio non ha fatto aumentare di molto le possibilità di gravidanza all'interno di un trattamento di fecondazione assistita, è andata meglio analizzando le singole infiammazioni e intervenendo in modo specifico. Per quanto l'endometriosi resti ancora una malattia non curabile, tuttavia, «è importante individuarla in tempo per poter contenere i suoi effetti- raccomanda Jemec- . Una sana prevenzione permette non solamente alla donna di soffrire di meno, ma anche di preservare il proprio apparato riproduttivo».

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