Alcesti: cosa non si fa per amore!

31 marzo 2011 
<p>Alcesti: cosa non si fa per amore!</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

Admeto è un re potente; regna su una terra selvaggia e ombrosa di foreste, la Tessaglia, e può vantare amicizie illustri. Un giorno, tempo addietro, ha ospitato persino il dio Apollo che gli voleva talmente bene da accettare di portare al pascolo le sue mandrie, ogni mattina, e da sedersi vicino a lui intorno al fuoco ogni sera.

Un giorno, senza preavviso, se non un mulinello di polvere sotto il portico, bussa alla porta del palazzo niente meno che la Morte, in persona. Vuole portarlo via nell'Oltretomba, perché è arrivato il suo turno: "è tempo di morire" gli dice.

Admeto protesta, protesta Apollo: "no, è ancora troppo presto!". La morte, Thanatos come la chiamano i Greci, non recede ovviamente: quando è il tuo momento è il tuo momento del resto. Però, dopo una mezzoretta buona di litigata con Apollo, alla fine,
sfinita, acconsente a un compromesso: concede di lasciare Admeto in vita, se il re avesse trovato qualcuno disposto a morire al posto suo… Admeto è tutto contento: è sicuro di farcela… Ci sarà pure qualcuno nella sua famiglia, nel suo regno, disposto a fargli un piacerino così da niente!

Per prima cosa, bussa alle stanze dei suoi genitori: si rivolge al padre, dando per scontato che, ormai vecchio, vorrà regalargli la sua vita e scendere nell'Ade al posto suo. Il padre però non ci pensa nemmeno a morire e gli ricorda pedante quante cose ancora gli restino da fare e quanti giorni abbia ancora di fronte. Admeto è un po' indispettito, questo
sì, ma non demorde: continua a credere di farcela…

E, infatti, mentre sta lì seduto su un sedile di pietra, sotto il portico, a lanciare sassi in una fontana, gli si avvicina la moglie Alcesti che finora è stata in silenzio… Alcesti come tutte le nostre eroine è bella, giovane, con un'intera vita davanti a sé eppure non ci pensa un attimo: "muoio, muoio al tuo posto Admeto", gli dice.

Forse quasi chiunque, al posto di Admeto, a questo punto avrebbe ringraziato con commozione e scelto di andare incontro alla fine, di comportarsi da uomo, da re. Admeto no: abbraccia la moglie e le dice "grazie amore mio, grazie del pensiero; accetto".

La storia ha dell'incredibile: incredibile la reazione di Admeto… e incredibile, però, anche la scelta di Alcesti… che ci fa sfigurare tutte, dalla prima all'ultima. Perché chi di noi sceglierebbe di morire per un tipo così? Per un compagno così piccino da lasciarci nelle braccia della Morte, pur di restare lì seduto ancora per vent'anni a lanciare sassi
sotto al portico.

Alcesti invece è risoluta: "muoio Admeto, ma tu non avrai mai un'altra compagna oltre a me. Nessuna mi sostituirà nel cuore dei nostri figli"… Il marito acconsente, e vorrei anche vedere… e lei muore così, come una sposa che tiene per mano la Morte, e non l'uomo che ama.

Passa il tempo e la reggia si addormenta quieta nel lutto per la morte della propria regina, finché la porta del palazzo viene scossa da una serie di colpi violenti: è Eracle che bussa, l'eroe più grande fra tutti che però non ha proprio i modi del principe Carlo. Entra e mette subito le gambe sotto il tavolo, pretendendo cibo e vino, ma quando capisce le ragioni di tutti quei silenzi e quelle lacrime intorno a lui, con la generosità che gli è consueta, riprende la clava, si rimette i calzari e scende giù nel fondo oscuro dell'Ade, per riportare alla luce del sole Alcesti e riconsegnarla alle braccia dei suoi.

L'Oltretomba è buio e pieno di insidie ed Eracle fatica non poco a trovare Alcesti. Alla fine ci riesce e si presenta alla porta di Admeto con una sorpresa: alle sue spalle una piccola silhouette chiara, un po' evanescente aspetta in silenzio. Admeto intuisce, sa che si tratta di sua moglie e non riesce a contenere la gioia… ma Alcesti non parla e sembra fatta di una materia inconsistente, simile a quella dei sogni. È lei, di sicuro, ma in qualche modo non lo è più…

Ciò che Admeto riavrà con sé sarà quindi l'ombra della sua compagna, il fantasma della sposa: Alcesti sì, ma privata della luce che aveva quand'era in vita. Come del resto rimanere gli stessi, dopo una delusione d'amore così amara?

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RISULTATI
barchetta 68 mesi fa

è vero che per amore del proprio uomo moltissime volte si accettano e si fanno cose che l'altro non ha la dignità d'apprezzare, pensando che siano semplicemente dovute

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