Erri de Luca racconta le sante dello scandalo

02 maggio 2011 
<p>Erri de Luca racconta le sante dello scandalo</p>

La prima si vestì da prostituta per offrirsi all'uomo desiderato. La seconda era prostituta di mestiere e tradì il suo popolo. La terza s'infilò di notte sotto le coperte di un ricco vedovo e si fece sposare. La quarta fu adultera, tradì il marito che venne fatto uccidere dal suo amante. L'ultima restò incinta prima delle nozze e il figlio non era dello sposo. Queste sono le sante dello scandalo. Tamàr, Rahav, Rut, Betsabea e Maria. Ed è attraverso queste cinque donne, per l'autore, che "passa la storia più ambiziosa del mondo, quella del monoteismo".

Perché scrivere un libro su queste cinque donne?
Perché leggendo la prima pagina del vangelo secondo Matteo, in mezzo a una lunga lista di nomi maschili ho notato quelli di queste cinque donne. Tre delle quali, oltre tutto, straniere, parte di popoli conviventi con il popolo di Israele ma anche estranei ad esso. Studiando le loro vite e le loro storie ho trovato che fosse interessante raccontarne due aspetti; il primo è che - appunto - la presenza di tre straniere in quella genealogia dimostra che non esiste purezza di sangue, il secondo che tutte e cinque hanno compiuto trasgressioni sessuali. E però l'eccezionalità della loro tempra le ha portate a migliorare l'essenza di quella stessa legge a cui disobbedivano.

Quali sono - se ci sono - equivalenti contemporanei o almeno moderni?
Se devo pensare a donne altrettanto coraggiose ne vedo molte; le prime che mi vengono in mente sono per esempio quelle che arrivano sulle carrette del mare, capaci di affrontare viaggi terribili in qualsiasi condizione. Non saprei invece dire quali potrebbero essere  oggi le donne ispirate dalla divinità come lo furono loro.

Donne straordinarie, ma divenute tali in nome del figlio partorito, per di più sempre maschio: così non si rischia di passare il messaggio che una donna si realizza solo con la maternità e con la generazione di un figlio maschio?
Non credo. Siamo oramai molto lontani da quel senso di fecondità come segno di benedizione divina, dove le donne si compivano nella maternità e se erano sterili non erano completamente costruite. La divinità si compiva in loro, le leggi erano dettate dagli uomini ma la divinità sceglieva le donne; e la generazione di un figlio era una supremazia della donna sull'uomo.  

Classe 1950, lei ha visto tre generazioni di donne; cosa le sembra abbiano conquistato e cosa invece perduto nel corso del tempo?
Hanno conquistato sicuramente indipendenza dal genere maschile, e hanno acquisito in autorità riducendo necessariamente il campo delle prerogative maschili. Hanno però perso di vitalità femminile, affrancarsi le ha rese più simili agli uomini. Più in generale si è persa la profonda distinzione tra i generi.

Si dice spesso che il futuro (anche economico) è nelle mani delle donne, che il consumo è guidato e deciso dalle donne e così via. Poi però le donne lavorano più degli uomini (tra professione e compiti di cura) e il soffitto di cristallo esiste e resiste: a volte sembra non cambiare davvero nulla…
Invece le cose cambieranno, per forza. Io sono un profondo debitore delle donne: sono loro quelle che leggono di più e che quindi acquistano maggiormente i miei libri. Nelle università, nei convegni e alle letture incontro molte donne e ne osservo l'intelligenza superiore: che si affermerà, è solo questione di tempo.

Oggi quelle stesse sante scandalose sono ancora attuali?
Sono state donne straordinarie che si sono imposte con le loro diversità in un contesto maschile molto legale: con la loro disobbedienza alle leggi le hanno in realtà meglio applicate. Erano delle macchine da combattimento: per questo sono e restano molto attuali.

Le sante dello scandalo di De Luca Erri, Giuntina Editore,  € 8.50

Condividi:
  • Twitter
  • Facebook
  • Delicious
RISULTATI
Anna Maria 52 mesi fa

Ancora una volta Erri De Luca mostra il suo apprezzamento per le donne, facendoci incontrare con alcune donne dell'Antico Testamento e facendoci scoprire risvolti sconosciuti ed interpretazioni nuove, forse più giuste, delle Scritture. Belle pagine, tutte da gustare.

io ho letto questo libro,che ho trovato molto bello e fluido:grazie Erri per ciò che ci regali nei tuoi scritti,nei tuoi spettacoli e per i tuoi versi. Saluti da chi ti segue sempre

sono una napoletana ed ammiro moltissimo lo scrittore Erri De Luca, sono per di più una sua coetanea e quando lo leggo mi fa rivivere perfettamente l'atmosfera antica della nostra Napoli con una nota nostalgica e vera. Non ho letto questo libro, quanto prima lo farò. Saluti affettuosi al poeta scrittore. Nunzia Esposito.

Lunghezza massima del commento: 1000 caratteri
Style.it si riserva di cancellare commenti con contenuto diffamatorio o volgare, i messaggi autopromozionali e/o commerciali, oppure in cui vengano indicati dati sensibili o personali (indirizzi mail, numeri di telefono,...).