Donne, ma a che gioco giochiamo?

17 maggio 2011 
<p>Donne, ma a che gioco giochiamo?</p>
PHOTO AP/LAPRESSE

Da una parte le donne della SlutWalking, che non ci stanno più a sentirsi dire (ancora!) che  andarsene in giro poco vestite significa andarsi a cercare lo stupro. Dall'altra le candy girls di Facciamolo a Skuola. Storie di quasi bimbe in vendita (Bompiani ed.) libro-inchiesta della giornalista Marida Lombardo Pijola appena pubblicato e anticipato in un articolo de L'Espresso.

In mezzo il grande assente, l'uomo: nominato di sfuggita quando si parla dei cartelli che recitano "gli uomini veri non violentano" nelle SlutWalking, quasi un accessorio nei girotondi di sesso-contro- gadgets-vari delle giovanissime.

E invece no.

Perché se c'è una donna stuprata c'è anche un maschio che stupra, e sarà lapalissiano ma qualcosa in lui non va. E se c'è una dodicenne che s'infila sotto al tavolo per una versione hard del vecchio "gioco della bottiglia" (diventato un rapporto orale in cui il fortunato prescelto deve indovinarne l'autrice), beh - scusate - c'è anche un ragazzino che esce altrettanto svilito da questo assurdo baratto.

Lo sconcerto e lo sgomento non possono e non devono essere di genere; se non impariamo a pensarlo (e a dirlo!) chiaramente, non ci sarà mai nessuna SlutWalking che tenga. Le donne rimarranno vittime, ma in fondo sempre un po' ammiccanti, e gli uomini, beati loro, quelli che hanno capito tutto. Invece non avranno capito niente, e avremo perso tutti.

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RISULTATI
Daniela 67 mesi fa

sagge parole, Barbara! Il mio primo pensiero è stato "Ma che scoperta!". E invece è proprio così, questa "scoperta" conviene tenerla ben presente.

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