La rivoluzione secondo Eve Ensler

18 maggio 2011 
<p>La rivoluzione secondo Eve Ensler</p>
PHOTO GETTY IMAGES

La presenza dell'interprete non fa bene a Eve Ensler. Non è colpa dell'interprete, naturalmente: è che l'autrice di I monologhi della vagina - monologhi, appunto - e di Io sono emozione (edito in Italia da Piemme), raccolta di racconti e poesie sulla vita segreta delle adolescenti di tutto il mondo, è abituata a costruire mondi con le parole, catturando il suo pubblico poco alla volta nella sua narrativa: il fatto di doversi interrompere, di frammentare il discorso per dare a chi traduce il tempo di farlo ne penalizza la magia. Interprete a parte, la mezz'ora che trascorre sul palco di BoL al Salone del Libro di Torino è balsamica, rinvigorente, positiva.

Se I monologhi della vagina erano un viaggio nella riappropriazione del corpo e della sessualità da parte delle donne, Io sono emozione (titolo originale I am an emotional creature, io sono una creatura emotiva: la differenza è piccola, ma non banale) sono un viaggio all'origine della femminilità.

Le ragazze, spiega Eve Ensler, sono da sempre addestrate a compiacere.A dire di sì, a negare pensieri, sentimenti e opinioni, a mettersi al servizio degli altri. Durante l'adolescenza, le ragazze imparano che essere magre e carine è più importante che essere intelligenti e indipendenti; che per essere accettate è necessario somigliare a tutte le altre; che il loro corpo non è degno di rispetto; che la loro opinione non conta, se non è positiva e conciliante.

È così che vengono addestrate all'obbedienza. I genitori, dice la Ensler, temono le loro figlie adolescenti perché le vedono come vulcani di pensieri, emozioni, vitalità. Le guardano crescere, appropriarsi della loro fisicità, tatuarsi, tingersi i capelli, sperimentare, e ne sono terrorizzati. Non è strano che in quasi tutte le culture le ragazze vengano spinte a plasmarsi secondo i desideri di altri: la loro indipendenza è pericolosa per l'ordine sociale.

Questa è la cattiva notizia.

La buona notizia è che molte ragazze sfuggono alle maglie della tonnara. Io sono emozione parla di Julia Butterfly Hill, l'ambientalista che nel 1997 si arrampicò su una sequoia per impedirne l'abbattimento, e ci rimase un anno, riuscendo nell'impresa di bloccare lo sviluppo indiscriminato in tutta la zona; parla di Rachel Corrie, travolta e uccisa da un bulldozer delle forze armate israeliane mentre faceva da scudo umano alla casa di una famiglia palestinese che stava per essere abbattuta; parla di molte ragazze e donne di tutte le età che hanno trovato nelle loro emozioni l'ispirazione per agire.

Spesso si tratta di adolescenti: mi viene in mente Constance McMillen, la studentessa che ha denunciato per discriminazione la scuola che le impediva di andare al ballo di fine anno in smoking, accompagnata dalla sua fidanzata Minerva, o Gaby Rodriguez, che di recente ha finto una gravidanza per indagare sulla reazione della comunità che la circondava, dalla scuola ai parenti ai conoscenti. La complicità del fidanzato è stata fondamentale: Jorge Orozco sapeva tutto, e nonostante il terrore di essere picchiato dai fratelli di Gaby le ha retto il gioco fino alla rivelazione finale.

Si può fare.

Essere creature emotive non è una prerogativa delle donne. Riappropriarsi delle emozioni più profonde, viverle, riconoscerle e agire in base a esse, è alla portata di tutti. Anche gli uomini possono nutrire la "cellula ragazzina"che è dentro di loro, scrollarsi di dosso le costrizioni sociali che devono subire quotidianamente e che sono uguali e contrarie a quelle che pesano sulle donne, e partecipare alla costruzione di un mondo migliore. Non serve essere eroi, ricchi o potenti: basta cominciare.

 

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RISULTATI
illari 67 mesi fa

complimenti

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