Le lampadine a Led
non conoscono la timidezza

31 maggio 2011 

C'era una volta la lampadina a incandescenza. E adesso ci sono le lampadine a LED. Grazie ad Alessi, Foreverlamp e tre giovani designer la storia continua - chiedo delucidazioni proprio a loro su questa nuova tecnologia, implorandoli di non essere troppo tecnici, anzi di raccontarmi questa innovazione come se avessi cinque anni, così uno di loro comincia: «La lampadina ad incandescenza era molto timida, ogni volta che si accendeva le veniva la febbre - perché usava l'80% della propria energia per scaldarsi e solo il 20% per illuminare… Per quello si nascondeva sempre dietro ai paralumi e alle lampade, mentre oggi - dopo 130 anni - le lampadine non devono più nascondersi».

Ho davanti Giovanni Alessi Anghini, Gabriele Chiave e Frederic Gooris, i protagonisti di questa piccola rivoluzione nel mondo del lighting e chiedo loro di cominciare dall'inizio, ovvero come è nata questa collaborazione tra Alessi e Foreverlamp?

Risponde Frederic Gooris: «Tutti noi avevamo già collaborato con Alessi singolarmente... Questa volta ci veniva chiesto di ripensare completamente un oggetto iconico: dovevamo disegnare le lampadine del futuro. E c'era molto spazio di manovra dal punto di vista del design, perché la tecnologia LED permette di avere pochissime limitazioni tecniche - così lentamente il confine tra l'utensile che la lampadina era una volta, e le luminarie che la nascondevano cominciava a sfocare…»

La lampadina era un oggetto puramente funzionale e ora il vostro progetto lo trasforma, come?

«Hai ragione - conferma Giovanni Alessi Anghini -era un oggetto puramente funzionale, tant'è vero che nella maggior parte dei casi veniva nascosto. Adesso ha un tocco di magia, e ho la speranza che diventi un oggetto anche emotivamente funzionale! Perché oltre a trovare delle fonti luminose oggi nei negozi si può trovare qualcosa d'altro, un po' spiritoso e magico - che ha anche l'ambizione di sedurre e suggerire un consumo più consapevole dell'energia elettrica".

Quindi queste lampadine possono avere un risvolto 'sociale' trovando un'applicazione in paesi che hanno problemi energetici?

«Purtroppo - continua Gabriele Chiave - oggi il mercato non è ancora pronto ad accettare e distribuire a livello globale tecnologie sostenibili come queste lampadine, anche nel settore automobilistico le energie rinnovabili non sono purtroppo applicate su larga scala. Ma considerando il consumo energetico molto ridotto, l'uso in combinazione a pannelli solari permetterebbe l'illuminazione di una casa senza difficoltà. In paesi come l'Africa lo sviluppo di questo mercato potrebbe aiutare lo sviluppo di un paese".

Adesso devo chiedervi quanto costano e quanto durano?

Mi rispondono all'unisono: «Per ora costano 35 Euro e durano dai 25 ai 30 anni (quindi costano poco più di 1 euro all'anno) ma consumano l'80% in meno delle lampadine ad incandescenza e il 50% in meno di quelle a risparmio energetico (oltre al fatto che queste ultime contengono mercurio, mentre le lampadine a LED non ne contengono). Si trovano sul sito di Foreverlamp.eu».

Consigliate un nuovo modo di consumare conciliandolo con un aspetto seduttivo e leggero, posso dire affettivo?

«Oggi la globalizzazione produce e immette sul mercato prodotti dalla vita brevissima ed effimera - dice Gabriele Chiave. Quindi c'è la necessita di mettere in ciascun oggetto a cui diamo vita l'eccellenza della funzionalità, del costo, della produzione sostenibile ma soprattutto un'emozione per le persone che lo acquistano, in modo che anche quest'ultima lo aiuti a vivere di più».

Frederic Gooris aggiunge: «Sì, oggi un designer non può disegnare guardando solo al consumo, è un modello passato, dobbiamo consumare in maniera più responsabile, e questo atteggiamento non è una limitazione ma anzi un'occasione. Magari le persone non avrebbero speso molto di più in una lampadina solo perché questa era meglio per l'ambiente, magari spenderanno di più perché oltre ad esserlo è un oggetto dal quale sono attratti. E piano piano scopriranno i vantaggi dei LED (e una bolletta notevolmente alleggerita)».

«Personalmente - conclude Giovanni Alessi Anghini anche io avrei fatto fatica a comprare un oggetto tecnico e funzionale e basta. Ora invece mi capita di provare simpatia pure guardando quella che una volta, 130 anni fa, era una semplice lampadina…»

Ho provato in tutti i modi a farmi dire su che cosa stanno lavorando adesso questi tre giovani designer, ma non ci sono riuscita. Nel frattempo dovremo accontentarci di voler bene alle lampadine che teniamo in casa…

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