Le trasformazioni magiche di Konstantin Dimopoulos

31 maggio 2011 
<p>Le trasformazioni magiche di Konstantin Dimopoulos</p>

«Il colore definisce il tempo e lo spazio. Il fatto che il blu non sia un colore che si identifica con gli alberi suggerisce a chi guarda che sta accadendo qualcosa di inusuale, di fuori dall'ordinario. E' una trasformazione magica».

Konstantin Dimopoulos, artista nato in Egitto ma emigrato da tempo in Australia, racconta così i suoi alberi blu. I primi sono comparsi a Melbourne nel 2006, gli ultimi solo poche settimane fa a Vancouver in occasione della Biennale 2011.

Tutti, spiega l'artista, sono un'azione di arte sociale. Perché se è vero che il compito dell'arte è trasformare - e a volte trasfigurare - la quotidianità per svelarne l'essenza e spesso anche l'assoluta importanza, colorare di blu gli alberi significa allora renderli visibili anche a chi ne dà per scontata la presenza ma non ne capisce né l'importanza né tantomeno la fragilità.

Invece gli alberi sono «il polmone della terra, e sono sempre più a rischio in un mondo in cui ogni anno scompare una porzione di foresta nativa pari all'estensione del Belgio».
Dipingerli in modo insolito (se pure per poco, perché gli inoffensivi pigmenti sbiadiscono con il tempo) li rende visibili; dipingerli di blu, il colore della spiritualità, ne sottolinea la sacralità.

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