Poche sorprese per i premi ufficiali attribuiti dalla giuria
della 54. Biennale Arte di Venezia: per
cominciare, nessun artista o curatore italiano tra i premiati. La
giuria presieduta da Hassan Khan (egiziano) e da
composta da Carol Yinghua Lu (Cina),
Letizia Ragaglia (Italia), Christine
Macel (Francia) e John Waters (USA), ha
premiato la Germania con il Leone d'Oro per la migliore
Partecipazione nazionale (in foto), per il padiglione
dedicato all'artista Christoph Schlingensief
(morto a 49 anni nel 2010), commissario: Susanne Gaensheimer
(Padiglione ai Giardini).
Molti vi hanno visto un tributo postumo e scontato a Christoph
Schlingensief, "artista totale" (drammaturgo,
regista teatrale, operistico, cinematografico, videomaker e artista
performativo), che scomparso nell'agosto scorso non è riuscito a
vedere completato il suo progetto di
Fluxus-oratorio, una chiesa/cinema che riempie
completamente il padiglione, in cui si svolge una proiezione di 30
minuti, con video in tedesco sottotitolati in inglese, che il
pubblico guarda seduto in scranni da oratorio.
Stimoli e choc più o meno forti vengono non solo dal video ma
dagli oggetti disseminati per la "chiesa": un letto d'ospedale,
croci recuperate e assemblate con materiali diversi, una statua di
coniglio, bastoni, un grande lenzuolo con macchie rossastre, un
veliero per nani, ed altro.
Il Leone d'oro per il miglior artista è invece andato a
Christian Marclay (Stati Uniti, nato nel 1955) con
The Clock, alle Corderie dell'Arsenale. Il suo
orologio è una delle opere di cui si parla: un film della durata di
24 ore, che è un maniacale ma interessantissimo collage di spezzoni
di film che si riferiscono all'ora in corso, praticamente tutti gli
orologi della storia del cinema: se entrate senza sapere
che ore sono, ve lo dice il film.
Il Leone d'argento per un promettente giovane artista va
al britannico Haroon Mirza (34 anni) "per il modo in cui
la sua opera cattura immediatamente l'osservatore grazie
all'originale uso del contrasto tra forza e fragilità"; espone alle
Corderie dell'Arsenale e al Padiglione Centrale dei Giardini.
Due menzioni speciali vanno inoltre al Padiglione della
Lituania (Scuola S. Pasquale, Castello 278) "per la sua
capacità di cogliere in modo concettualmente elegante e
produttivamente ambiguo la storia dell'arte del paese"; ed infine a
Klara Lidén (svedese, nata nel 1979 e attiva a
Berlino; espone all'Arsenale) "a conferma della forza, intelligenza
e rabbia insite nel suo lavoro. Si riconosce anche la capacità
dell'opera di trasportare la logica tipica di un intervento d'arte
pubblica in uno spazio espositivo".