Una città tutta nuova? Discutine al BMW Guggenheim Lab

13 giugno 2011 
<p>Una città tutta nuova? Discutine al BMW Guggenheim Lab</p>

Quando due come Richard Armstrong, il direttore del Solomon R. Guggenheim Museum and Foundation e Jim O'Donnel, il presidente e CEO di BMW si incontrano - significa che sta per succedere qualcosa.

Infatti questi due signori hanno deciso di dar vita a un progetto che si chiama BMW Guggenheim Lab, «In uno sforzo pioneristico di trovare nuove idee, design e strategie che possano rispondere in maniera seria alla sfida posta dalle realtà urbane contemporanee».

E per rendere possibile quello sforzo hanno messo insieme un comitato composto da un pianista argentino, una designer americana, l'ex sindaco di Bogotà, un sindaco in carica (dello Zimbabwe), un artista tailandese, un imprenditore cinese e altri ancora - nessuno scelto per caso.

Questo laboratorio a due piani, costruito per la maggior parte in carbonio, è pronto a viaggiare in Germania (nella primavera del 2012) e poi in Asia in una città da definirsi, ma soprattutto parte quest'estate da New York - una città che sulle sfide urbane ha più di qualcosa da dire.

La struttura disegnata dall'atelier giapponeseBow Wow, ospita esperimenti, workshops, proiezioni e discussioni aperte a chiunque abbia voglia di partecipare. Il progetto prevede che poi siano creati altri due laboratori, per un totale di 6 anni e 9 città.

Grazie a questa piattaforma multidisciplinare l'architettura, il disegno industriale, la scienza e la tecnologia si incontrano per dialogare, supportate da un team dedicato, che trovate a First Park, 33 East First Street (tra la First e la Second Avenue), dal mercoledì alla domenica - a partire dal 3 agosto 2011.

Potete intrattenervi con un microbiologo o un giornalista, oppure con un architetto di Rotterdam (fanno tutti parte del team), potete spiegargli perché i trasporti pubblici non vi piacciono così come sono, perché avete paura di camminare soli per tornare a casa la sera, perchè il parco davanti a casa vostra sta appassendo...

Il tema di questo primo ciclo infatti è Confronting Comfort, come si può "decentrare, decelerare, localizzare e democratizzare" l'esperienza urbana, reinventandola. Avete tempo fino al 16 ottobre per decollare per New York oppure lasciare il vostro pensiero sul sito Bmwguggenheimlab.org, potete anche chiedere che la prossima tappa di questo esperimento sia una città italiana, oppure twittare, pubblicare idee sulla bacheca del progetto, persino scrivere ai professori universitari che partecipano.

Da qui all'apertura invece siete invitati a riflettere su come "gli ambienti urbani possano essere resi più recettivi ai bisogni delle persone, se e come possa esistere un equilibrio tra le nozioni di modernità e l'urgente bisogno di responsabilità sociale e ambientale", e non è mica una richiesta da niente. Pensando alle città del futuro viene in mente Marie Curie, quando diceva: «Uno scienziato nel suo laboratorio non è soltanto un tecnico, ma anche un fanciullo».

Guarda il video di presentazione (in inglese):

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