Parola di Tavi

27 giugno 2011 
<p>Parola di Tavi</p>
PHOTO GETTY IMAGES

Tavi Gevinson scrive per Harper's Bazaar, è appassionata di moda, tiene un blog che si chiama Style Rookie ed è femminista. Tavi Gevinson ha quindici anni. Provate a mettere insieme i concetti: giornalista di moda, blogger di fama internazionale, femminista, quindicenne. Ce n'è abbastanza per fare da modello aspirazionale a donne con il doppio della sua età e oltre, me inclusa: per questo l'ho intervistata.

Ho visto le foto della tua partecipazione alla Slut Walk di Chicago. Che cosa ti ha fatto decidere di esserci?
«Credo fortissimamente nel messaggio di quella manifestazione: una donna dovrebbe potersi vestire in qualsiasi modo, anche il più provocante, e non essere tacciata di essere "in cerca" di attenzioni. Dare della "zoccola" a una donna che ha subito un'aggressione sessuale è un modo di spostare la colpa da chi ha commesso il reato a chi l'ha subito, quando in realtà lo stupro avviene perché la gente stupra altra gente, e non perché la gente stuprata si comportasse o fosse vestita in un modo particolare. È stato bellissimo marciare con le mie amiche e con sconosciute contro l'abitudine di accusare le vittime, e spero di poterlo fare di nuovo, prima o poi».

Hai fatto un percorso fulminante, da fashion blogger acuta ed eloquente a una sorta di portavoce per un'intera generazione di giovani donne. Ti ricordi quando e come hai cominciato a pensare di riconoscerti nel femminismo? Che cosa ti ha fatto decidere che fosse ora di dire la tua?
«Esito a definirmi "portavoce" di chiunque, anche se mi piacerebbe che ci fossero più figure pubbliche e più voci in cui le ragazze si possano identificare, piuttosto che dover confinare tutto il femminismo nelle idee di una sola "portavoce". Credo di essere sempre stata abbastanza femminista senza darmi quel nome, poi ho cominciato a leggere i blog femministi e a partecipare alla conversazione. Non è che abbia avuto il momento della fulminazione in cui ho deciso di dire la mia: il femminismo era filtrato nella lente attraverso cui guardo il mondo, il che ha dato alla maggior parte delle cose che scrivo un taglio femminista».

Abbiamo una cosa in comune, l'amore per Daria [http://www.mtv.com/onair/daria/]. Anche io lo guardavo e avrei voluto essere lei, perché mi sentivo esclusa ma non altrettanto sicura di me o intelligente. Tu ti identifichi con lei, o ci sono altri motivi per cui questa serie ti piaceva?
«Mi identifico con lei nella visione nostalgica e dolceamara che ho di me stessa quando ero più giovane. Penso di averla presa troppo sul serio, all'inizio (e poi odiavo le medie), quindi ero diventata molto rigida nel tenere a distanza le persone e non dare una possibilità a nessuno. La adoro ancora, però. L'episodio intitolato Le oscure lenti della verità è stato un bel punto di riferimento nella discussione sull'opportunità o meno di comprarmi delle lenti a contatto, non molto tempo fa».

Noi ti conosciamo da sempre come la composta ragazzina con molta fiducia in se stessa che scrive per Harper's Bazaar. Come era la tua vita prima di diventare famosa? Sei, o sei mai stata, "popolare"?
«È difficile capire quali dei miei cambiamenti degli ultimi anni fossero dovuti alla "fama" e quali fossero semplicemente parte dell'adolescenza. Ho quindici anni, cambio di continuo, penso a me stessa in modo molto fluido. L'idea della ragazza "popolare" mi pare uno stereotipo culturale superato, ma è possibile che io abbia attraversato fasi in cui lo ero. Nella maggior parte dei casi, comunque, ho sempre eluso questa domanda perché non mi piace riflettere troppo su me stessa!»

Ho da poco letto Io sono emozione di Eve Ensler, che parla della vita emotiva segreta delle ragazze. In buona parte, le storie vertono sul tema della fisicità. Tu sembri molto a tuo agio con te stessa, ma allo stesso tempo stai crescendo sotto gli occhi di tutti. La cosa ti ha mai creato problemi?

«Grazie al cielo uno dei miei punti fermi è sempre stato il fatto di non badare troppo all'opinione altrui, quindi la maggior parte delle mie insicurezze hanno più a che vedere con il tentativo di essere qualcuno che mi piace e di cui ho rispetto. Dal punto di vista fisico ho le tipiche insicurezze delle adolescenti, ma i blog e i testi femministi sono un buon modo di ricordarsi quante di queste insicurezze siano di origine sociale. Sembrerà che stia mentendo se dico che non mi sono mai sentita spinta dal pubblico o dall'industria della moda a essere attraente in modo più aderente agli standard, ma appunto, non è mai stato parte del mio personaggio e l'ho evitato con molta facilità. E poi non sono una modella, non è il mio lavoro».

La moda sembra essere in parte divertimento e in ottima parte bellissimi vestiti in cui devi entrare, e che la maggior parte delle volte non ti stanno bene se hai carne sulle ossa. Qual è la tua posizione sulla questione moda/anoressia?
«Oddio, non so da dove cominciare! Credo che il gioco della patata bollente che si fa ai convegni annuali sul tema sia solo un modo un po' sciocco per evitare il problema, ma non ho in mente alcuna alternativa brillante. In un certo senso, spero solo che le nuove possibilità del panorama editoriale facciano diminuire l'importanza delle voci "ufficiali" che decretano cosa è accettabile in termini di bellezza e che emergano una pluralità di idee. In un mondo ideale, ognuno avrebbe le sue».

Chi sono le tue eroine personali?

«Ne ho tante. Patti Smith, Yoko Ono, Courtney Love, Joan Didion, Pippi Longstocking, Ramona Quimby, Kathleen Hanna, Isabella Blow, i miei amici...»

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RISULTATI
Keya_18 66 mesi fa

Non mi pare sia una bambina, ha 15, io ne ho solamente 3 più di lei e vedere ragazzi e ragazze della mia generazione imporsi e dire le proprie idee in qualsiasi ambito, moda, politica, economia ecc... , mi fa enormemente piacere. Abbiamo tanto da dire e fare, siamo una generazione che è cresciuta prima grazie agli impulsi che abbiamo ricevuto sia dalla società che dai nostri stessi genitori. Per tanti versi è una cosa positiva, per altri no, ma anche noi giovani non è che siamo tutti uguali. Forse qua in Italia sembra ancora così strano essendo un Paese tristemente "vecchio" e con una mentalità e una società poco moderna.

gail 66 mesi fa

congratulations my dear I will see you soon on your fashion week

chiaretta28 66 mesi fa

Sarà anche ambiziosa, ma per lo meno ha le idee chiare e non ha certi atteggiamenti delle 15enni di oggi che Elena sono molto diversi dal tuo giocare in strada... Meglio una testa apposto e obbiettivi fissi che i tacchi 14 e plateaux in discoteca...

Elena 66 mesi fa

Sinceramente non trovo nulla in fatto di moda nel suo blog anzi mi inquieta un pò. Ho sfogliato tutte le pagine e guardato tutte le foto e devo dire che per me quella non è moda. Capisco che per il mondo della pubblicità e della moda in generale una ragazzina che parla in maniera così decisa di quello che va o non va e di quello che la società sta attraversando faccia venire l'acquolina in bocca ma in fondo penso anche che sia importante ritornare un pò alla semplicità. Oggi in questo mondo fatto di apparenti lustrini quello che manca è la fantasia che si va a cercare nell'assurdo di un'adolescente che si traveste da esperta. Io a 15anni giocavo in strada con i miei amici...dov'è finita la spensieratezza di una volta? Capisco che i tempi siano cambiati ma infondo credete sia giusto far si che una ragazzina che ancora deve assaporare moltissime cose della vita, possa dire come dobbiamo vestirci?Non si sa proprio più cosa inventare per far scalpore...ecco perchè c'è lei.

ViolaD 66 mesi fa

Pur troppo bisogna arrenderci; l'età delle modelle è più o meno questa, e certo che anche le specialiste della moda e del apparire sara questa.....mi domando tra 7 anni se mio figlio avrà voglia di parlarmi ancora di sport libri e film più tosto che di quello che è e quello che non è chic!

Bamby 66 mesi fa

Questa non è moda! è solo cattivo gusto... di una ragazzina di 15 anni che gioca a mascherarsi! CON I VESTITI DI 3 TAGLIE PIù GRANDI che trova in soffitta! tutto ciò è assolutamente ridicolo... e ridicole sono le persone che la prendono sul serio seguendo addirittura i suoi dettami su Harper's Bazaar

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