Vodafone Time: si discute sui pericoli del web

27 giugno 2011 
<p>Vodafone Time: si discute sui pericoli del web</p>

L'ultimo baluardo da conquistare erano i nonni, che non usano il pc e non sanno cosa sia il mondo 2.0: il digital divide generazionale (il divario esistente far chi è esperto delle nuove tecnologie e naviga in Internet e chi invece, per diversi motivi, non ne fa uso) negli ultimi tempi è diminuito drasticamente.

L'artefice del miracolo? L'iPad, un tablet computer, che, con il suo schermo di media grandezza e la possibilità di ingrandire il testo con uno zoom, lo rende di facile utilizzo sia dai più piccoli sia dagli anziani.

E se i bambini non sono ancor in grado di usare la posta elettronica o di aprirsi un profilo su Facebook, Vodafone ha pensato ai nonni, organizzando corsi per imparare a spedire una mail al nipote e per conoscere il mondo dei social network.

In realtà i nativi digitali (cioè quelli nati nell'epoca digitale), che oggi contano pochi anni ma hanno una profonda conoscenza di quel mondo, sono spesso ignari o sottovalutano i pericoli che la rete può nascondere (cyber bullismo o il sexting, solo per fare due esempi) e passano molte ore del loro tempo davanti al pc. La famiglia non sempre se ne preoccupa e spesso sorgono problemi.

Uno dei rischi più frequenti è la internet addiction, una vera e propria dipendenza dal mondo dei social network, dove la vita reale è più spesso sostituita con quella virtuale.
A marzo è nato http://infamiglia.vodafone.it/ un portale Internet che, attraverso servizi e contenuti, aiuta genitori, figli e nonni ad utilizzare internet, cellulare e nuove tecnologie in maniera consapevole e responsabile e propone uno spazio di discussione aperto in cui condividere le proprie esperienze all'interno della famiglia.

Nella prima tappa di Vodafone Time, una serie di appuntamenti in cui internauti, appassionati, esperti, a loro volta madri e padri, si sono incontrati per discutere del futuro del web, i pericoli, le opportunità e l'uso, è emersa una forte tolleranza alla permanenza davanti al computer dei giovani, ritenuti sufficientemente consapevoli dei pericoli e sufficientemente maturi per evitarli. Qualcuno, meno tollerante, ha spiegato che i figli si proteggono facendo i genitori, valutando quanto tempo viene usato produttivamente sul pc e regolandosi di conseguenza.

Tutti concordano però che limitare il tempo di fronte al pc sia inutile e crei frustrazione, anche se toglie tempo allo studio e agli incontri. Il dibattito è aperto.

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