Una Dacia per amica

08 luglio 2011 

Se possedere il SUV è diventato un desiderio irrefrenabile, anche a patto di occupare 2 parcheggi e di consumare come un transatlantico Miss No Frills sarà contenta di sapere che la piccola e agile Dacia Duster non è una "cinesata". Cavalca l'onda del low cost, è vero, ma preferire la neosobrietà all'ostentazione non significa mettere in strada una macchina senza qualità.

Tanto per cominciare la Dacia si è rifatta il look, più tondeggiante e seducente soprattutto rispetto ai primi squadratissimi modelli. Il risultato è una 4X4 per chi è capace di sganciarsi dagli status symbol, che in una macchina semplice e funzionale trova tutto quello di cui ha bisogno.

Dimenticate i sensori per il parcheggio, la telecamera posteriore e il cambio automatico. Per gli aggeggi elettronici bisogna metterci una pietra sopra, per il cambio invece sembra che ne stiano ingegnerizzando uno, sempre con la prerogativa low cost, anche se la macchina ha una coppia tale che così com'è lo usa proprio poco.

Il concetto di carry over è splamato ampiamente su tutta la  vettura e un occhio attento può divertirsi per ore giocando a "trova la differenza" cominciando per esempio dalla portiera presa in prestito dalla Sandero, o diversi dettagli degli interni rubati al Qashqai. Di sicuro c'è che i motori sono Reanult -quindi affidabili- e che la trazione è del Murano, il top di gamma della famiglia Nissan, che nel campo del fuori strada ha il suo heritage.

Proprio dal carry over nascono una serie di astuzie imprescindibili per supplire a qualche mancanza. Generalmente sui fuoristrada ci sono le marce ridotte, ma non sulla Duster che bypassa il problema del dover sviluppare e montare la scatola riduttrice con l'adozione di un rapporto della prima marcia cortissimo, da 1000 giri/minuto per 5 km/h.

Le geometrie della vettura non sacrificano il design, lasciando degli angoli di attacco ampi, con un'altezza dal suolo adeguata a facilitare l'attacco degli ostacoli, appunto. Siccome non molte di noi vanno a fare off road tutti i week end, è utile sapere che quando state parcheggiando sul marciapiede questa faccenda degli angoli di attacco vi tornerà molto utile e vi solleverà dall'incarico di dover giustificare, una volta a casa, in che modo avete strisciato i paraurti, pizzicato le gomme, rigato i cerchi, ammaccato i parafanghi.

Il comando della trazione è coerente con il minimalismo della Duster: molto semplice, lo si ruota passando da automatico, dove il calcolatore decide che tipo di trazione usare, oppure 4 ruote per il fuoristrada.

La Duster è un SUV, ma non è pesante, inquina poco, e incredibilmente ha anche un portabagagli dignitoso. Se poi si abbassano i sedili ci si può fare un trasloco. A dispetto di quello che si può pensare, è pure robusta. Non ci credete? Un dato su tutti è la garanzia estesa fino a 3 anni, quando la UE ne imporrebbe solo 2.

Ok, si parte.  L'abitacolo lascia poco all'immaginazione, come dicevamo non c'è spazio per equipaggiamenti hi-tech, perché l'anima low cost deve pur palesarsi da qualche parte e gli interni sono portatori sani di minimalismo. Il quadro strumenti con il display centrale e una serie di spie è vagamente simile alle Renault di qualche anno addietro, mentre la consolle centrale ricorda la Stepway, senza schermi colorati o futuristici effetti luminosi. C'è la radio e c'è il climatizzatore. Punto.

Per risollevare l'ambiente si può far rivestire volante e leva del cambio in pelle (optional), anche se rimarrà sempre la necessità di qualche svuota tasche in più per appoggiare temporaneamente le gomme da masticare, lo scontrino della farmacia, il cellulare, il lipstick da viaggio.

Si guida da un posizione privilegiata, alta, con un'ottima visuale per guardare il traffico da una prospettiva che permette di comprendere al volo gli spostamenti degli altri e infonde una certa sicurezza. In autostrada niente da dire, si viaggia spediti e senza rumori o vibrazioni fastidiose, in curva invece emerge il limite dello sterzo impostato per la guida turistica.

Ma la Duster è così, non le si può chiedere di diventare un'auto sportiva, va guidata tenendo conto del rollio durante le curve. Di buono c'è che si arrampica dappertutto, sulle pietraie e sulle pietre, nel fango e sullo sterrato, sia che la strada sia sconnessa, bagnata, o scivolosa. Guardate le foto, mica male per un'auto da 11.900 euro, no?

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