Pandora, vendetta di Zeus

13 luglio 2011 
<p>Pandora, vendetta di Zeus</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

All'inizio dei tempi, naturalmente anche in Grecia donne non se ne vedevano in giro. Il mondo era in serenità gestito dai maschi, che vivevano immersi nell'età dell'oro: la terra produceva autonomamente i suoi frutti, brezze leggere spiravano su case e giardini e agli uomini non restava altro che divertirsi ai banchetti o in palestra…

E banchetti ce n'erano, a ogni ora del giorno e della notte e certe volte, quando il cibo e la tavola erano veramente di alto livello, a queste riunioni erano invitati anche gli dèi. All'alba di un giorno qualsiasi, senza davvero nulla di speciale, Zeus bussa alla porta di Prometeo, un titano (cioè un dio delle generazioni più antiche di divinità) molto potente e, soprattutto, un tipo un po' arrogante e spaccone.

Zeus vuole una parte del banchetto appena allestito da Prometeo, il titano vuole prendersi una rivincita sulla famiglia di Zeus che ha cancellato ogni sua speranza di ereditare il trono divino.

Zeus bussa, appunto, e chiede un pezzo di carne; Prometeo con una gentilezza che sembra un po' melliflua, ma questo lo si capisce con il senno di poi, lo invita ad entrare. A quel punto, mentre Zeus attende le carni promesse, Prometeo prova a ingannarlo.

Prende il grasso dell'animale (lucente e profumato) e ne ricopre le ossa, poi avvolge nella pelle, ormai tutta sporca e intaccata dagli insetti, la carne migliore. Quindi con estrema calma si presenta di fronte al padre degli dèi e gli dice: "scegli pure ciò che preferisci, caro ospite… il boccone più appetitoso".  L'idea di per sé non sarebbe neppure stupida: Prometeo vuole mettere alla prova il dio e sapere se sarà in grado di vedere oltre l'apparenza; se riconoscerà le carni pregiate nascoste all'interno della pelle un po' putrefatta. E Zeus abbocca: non perché non sappia, non perché il titano lo abbia ingannato, ma perché ha deciso di distruggere l'uomo e di perderlo per sempre.

Con lentezza, come a rallentatore, raccoglie uno degli involucri di grasso e ossa e, mentre lo scarta, un sorriso inquietante gli si disegna sul volto divino: l'età dell'oro è finita e inizia il tempo della fatica e del dolore.

Per prima cosa sottrae agli uomini il fuoco e li condanna all'oscurità e al freddo della notte. Quando a questo gesto il titano risponde salendo all'Olimpo e riportando ai mortali una fiammella all'interno di una canna di bambù. Zeus scatena, letteralmente, l'inferno e punisce i mortali con la più terribile delle sciagure... e sì, è facile indovinare: si tratta proprio della donna.

Chiama a raccolta la stirpe degli dèi e da ognuno riceve un dono meraviglioso: un incanto in grado di rendere questa nuova creatura assolutamente irresistibile. Le Grazie, le Ore, Afrodite...tutti accorrono per contribuire alla nascita della perfezione: un essere che possiede un corpo di una bellezza quasi intollerabile.

Il cuore però è come quello di un cane, la mente portata all'inganno. E, minaccia ancor più terribile, proprio al centro di questo nuovo essere si nasconde la fonte di ogni male: il ventre, una specie di antro vuoto, di abisso ostile da cui si sprigionano e si sprigioneranno fame, miseria e disperazione. La donna è splendida, seducente, incantata, ma al suo interno cela la capacità di produrre la vita, e anche, contemporaneamente, di polverizzare le sostanze degli uomini: di svuotare granai, dispense, di divorare tesori...

Con ironia raffinata, Zeus punisce gli uomini inviando loro un perfetto corrispettivo di quel goffo inganno iniziale: qualcosa di desiderabile all'esterno, che nasconde un cuore inutile e vuoto. Il grasso e le ossa, la bellezza della donna e il suo ventre divoratore.

E' nata Pandora, colei a cui tutti hanno offerto un dono. Quando Pandora entra nella casa degli uomini e, spinta dalla tipica curiosità femminile, apre un vaso enorme, sigillato, a cui le era stato assolutamente vietato accostarsi, dal fondo dell'orcio escono tutti i mali del mondo, come venti in fuga. È la fine di un mondo: la fine dei giorni in cui dèi e umani sedevano alla stessa tavola e dividevano lo stesso orizzonte.

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RISULTATI
Paola 65 mesi fa

Insomma tutte le catastrofi originarie sono state generate dalle donne che a loro volta hanno partorito l'uomo.. c'e qualcosa che nn mi torna.

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