E guardo il mondo da un oblò

19 luglio 2011 
<p>E guardo il mondo da un oblò</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

Si può fare a meno di molte cose. Della lavapiatti, per esempio, o del forno a microonde. La lavatrice - l'elettrodomestico che ha liberato la massaia dalla necessità di lavare i panni a mano - rimane l'ultimo bastione dell'irrinunciabilità, a meno che una non porti tutto in lavanderia spendendo i milioni (e con un neonato in casa la cosa diventa francamente impraticabile). Che sia la prima lavatrice o la sostituta di una defunta, la scelta rimane sempre vitale.

Primo canone da tenere presente: le classi di consumo. Minimo classe A o morte, si direbbe, a meno che una non voglia che le bollette dell'elettricità le vengano recapitate a casa a mano da un impiegato vestito a lutto che le consegna il plico dicendo "Mi dispiace". In quella classe di consumo, peraltro, è facile trovare elettrodomestici funzionali ed economici, il che ci porta al secondo parametro: il costo.

Le grandi marche storiche sono una garanzia di affidabilità , ma spesso quello che si paga (come per i cosmetici o gli abiti di lusso) è il ricarico pubblicitario. Il marchio, insomma. Se volete una buona lavatrice ma non volete lasciarci un capitale, fatevi furbe: cercatene una che sia una sottomarca di un marchio più celebre. Stesso prodotto, stessi pezzi di ricambio, prezzo notevolmente inferiore. Per scoprire cosa è cosa, fate una ricerca in rete: molti negozi di elettrodomestici (soprattutto le grandi catene) mettono a disposizione l'elenco dei prodotti online. Individuate una lavatrice del prezzo e con le prestazioni che desiderate, e verificate da chi è prodotta davvero. I risultati vi stupiranno: si può avere una lavatrice con tutte le caratteristiche desiderate a partire da circa duecento euro.

Prestazioni: ognuno ha le sue fissazioni. La sottoscritta esige i mille giri di centrifuga (regolabili), altre vogliono la lavatrice programmabile per farla partire di notte, altre ancora il carico abbondante. Ogni caratteristica ha il suo costo: valutate le vostre priorità e fate un confronto di prezzi per capire a cosa potete eventualmente rinunciare.

Lavasciuga sì, lavasciuga no: la discussione è aperta. La lavasciuga consuma elettricità, ma per chi non può stendere in un luogo ventilato può essere una necessità (i panni al chiuso puzzano di muffa, e la muffa è l'odore più difficile da togliere dai tessuti, peggio anche del sudore). Si tratta di un costo aggiuntivo, sia all'atto dell'acquisto che successivamente, ma potendoselo permettere c'è chi giura che migliora moltissimo la vita. Be', almeno non tocca più stendere; e se si opta per i pannolini lavabili, è possibile averli pronti e asciutti in un baleno.

La maggior parte dei rivenditori ritira la vecchia lavatrice e consegna la nuova per un piccolo sovrapprezzo: chiedete informazioni, ne vale la pena, anche perché smaltire una lavatrice non è semplicissimo. Informatevi bene anche sulla garanzia e sui punti di assistenza: le rotture non dovrebbero capitare ma, ahinoi, capitano. E ricordate: quel coso bianco lì con l'oblò è tutto quello che vi separa da una vita di lavaggi con i piedi nella vasca da bagno.

Abbiatene cura.

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