Dror Benshetrit: design in movimento

29 luglio 2011 

Quello che colpisce lo spettatore di Dror Benshetrit e' che sembra di essere al cinema. Non sono molti i designer le cui opere danno un senso di movimento e cambiamento e vitalità come quelle di questo apolide, che spiega: «Ogni mio progetto è guidato dal desiderio di liberare la non-statica e mutevole natura degli oggetti».

Non a caso per Rosenthal ha inventato il Vase of Phases, che «racchiude la bellezza dell'esperienza»: si tratta di tre vasi che sono stati rotti in tre modi differenti, e poi incollati insieme.

Mentre per Cappellini ha disegnato la sedia Peacock (Pavone), tre fogli di feltro piegati su di una cornice di metallo sottilissima che sembrano in equilibrio instabile, e poi la Pick chair - che si appende al muro e come un bruco si strasforma in una seduta solida, e poi Try it Trivet per Alessi, un poggiapentola a chiocchiola che si compone e si scompone...

Dror, ma se non fossi un designer che cosa faresti? «Io sono un artista e non posso immaginarmi a fare niente che non sia creare - detto questo, certo potrei immaginare di esprimermi con altri mezzi».

E guardando il video molto giocoso di Quadror capisco che cosa intende dire. Quadror è un modulo dall'assoluta versatilita strutturale, può essere cavalletto per un tavolo, muro, sostegno di un ponte e anche un gioco.

Tra le domande che gli ho spedito ha scelto di rispondere a Un libro che ha cambiato la tua prospettiva? è The Fountainhead (La Fonte Meravigliosa, il Corbaccio, 2004 in Italia) di Ayn Rand, una filosofa e scrittrice russa che ha vissuto negli Stati Uniti. Non sembra un caso che scelga una figura cosi controversa, la fondatrice dell'Oggettivismo,  che ne La Fonte Meravigliosa scrive: "... hai rinunciato a molte cose per non averle mai volute", una citazione simile compare sul suo sito internet.

Dror vive e lavora a New York, dove ha aperto il suo studio nel 2002, ma viaggia moltissimo e si capisce che l'Oriente e l'interculturalità segnano il suo lavoro di progettista e questa poetica di movimento e di cambiamento (ha di recente parlato a una conferenza sull'impatto globale del design in Israele).

Dror, puoi mostrare Quadror a qualsiasi personalità del presente o del passato, chi scegli? «Vorrei sapere cosa avrebbe da dire Buckminster Fuller, cosa avrebbe pensato del modulo e che cosa ci avrebbe consigliato».

L'architetto e filosofo di cui parla, Fuller, si è inventato molte cose che si vedono in giro ancora oggi, negli anni Cinquanta sperimentava già materiali come la carta e il cartone, per costruire moduli abitativi per i fanti dei marines.

Le sue strutture sono miracolosamente in bilico e in movimento, come quelle di Dror, perché Fuller insegna: «Dio è un verbo».

Condividi:
  • Twitter
  • Facebook
  • Delicious
RISULTATI

INTERESSANTI IN RETE

Lunghezza massima del commento: 1000 caratteri
Style.it si riserva di cancellare commenti con contenuto diffamatorio o volgare, i messaggi autopromozionali e/o commerciali, oppure in cui vengano indicati dati sensibili o personali (indirizzi mail, numeri di telefono,...).