Guzzi V7: il fascino di una vera signora

10 agosto 2011 
<p>Guzzi V7: il fascino di una vera signora</p>

La versione originale si chiamava semplicemente V7 e aveva un motore da 700cc con una potenza di circa 50 cv. La voleva la Polizia, per avere una moto che potesse sostituire il Falcone, modello tuttofare delle nostre forze militari. Erano i primi anni Sessanta, si andava in giro senza casco e le signorine si appollaiavano sul sellino posteriore con le gambe accavallate tutte da una parte.

Poi è arrivata la V7 Special per i fricchettoni degli anni Settanta e tutte le serie speciali che hanno fatto la fortuna di Guzzi, come il bassotto - altri non è che la V7 in versione Racer - o la Special o la GT. Il bicilindrico trasversale a V di 90° poi viene anche potenziato senza che la moto perda mai di affidabilità, la carta vincente che ne ha decretato il successo.

Oggi come allora, la V7 mi ha portato a spasso per 2.000 chilometri senza mai accennare a un problema, anche piccolo, salvo un rigolo d'olio inaspettato verso i 1.500 chilometri, che non ho più rivisto.

Le ruote a raggi ospitano pneumatici sportivi a spalla alta e più la guardi, più ti rendi conto di quanto sia classicheggiante con quella grafica vintage e le cromature da lustrare.

Ha il dono della bellezza classica, di quegli esempi felici di design italiano con il fascino d'antan che mimetizzano alla perfezione i due display illuminati, moderni ma non troppo.

Il telaio è quello di allora, a doppia culla con gli elementi inferiori imbullonati: nessuna di noi li smonterà mai da dove sono stati messi, ma questo ci importa perché rende la V7 graniticamente ancorata alla strada.

Il canotto dello sterzo è inclinato in modo da consentire anche a una neofita di curvare con precisione e regolando il precarico dei due ammortizzatori posteriori si riesce anche a non saltare ad ogni piccola buca. Ma c'è a chi piace.

Non è piccola, è compatta però, e si guida stando dritti. L'alternativa è mettere i piedi sulle pedane del passeggero e stendersi come facevano i piloti nei film Luce in bianco e nero, ma è meglio lasciar perdere.

La V7 la guardano tutti. Il motociclista nostalgico, il giovane curioso, il dandy affascinato da qualcosa di metallizzato più brillante di lui.

Il motore non brilla per le performance e non è questo lo spirito giusto, anche se già intorno ai 3.500 giri/minuto rende disponibile il valore di coppia massima.

Insommma la guida della V7, per quanto sia stata modernizzata, è lontana anni luce dalle naked moderne, ma il bello è tutto lì.

Condividi:
  • Twitter
  • Facebook
  • Delicious
RISULTATI
Lunghezza massima del commento: 1000 caratteri
Style.it si riserva di cancellare commenti con contenuto diffamatorio o volgare, i messaggi autopromozionali e/o commerciali, oppure in cui vengano indicati dati sensibili o personali (indirizzi mail, numeri di telefono,...).