Alessandro Gedda, tra ricerca e poesia

16 agosto 2011 
<p>Alessandro Gedda, tra ricerca e poesia</p>

Alessandro Gedda dipinge solo durante l'estate e la primavera, «Dipingo in un'antica limonaia del Settecento che si affaccia su un parco. Dipingo solo quando torna la luce… Quando torna il sole, e quello che dipingo è totalmente diverso da quello che vedo, eppure lo stimolo arriva da quello».

Ma Gedda non è solo un pittore, conosciuto per le grandi installazioni dall'equilibro - apparentemente - precario, passa dalla scultura alla digital art con disinvoltura, dalla Triennale di Milano alla mostra Salento Silente - dove ora trovate esposte le sue opere -  alla Vogue Fashion Night Out, durante la quale le sue opere saranno esposte al Boscolo Hotel.

La domanda sorge spontanea: per te esiste un rapporto tra l'arte contemporanea e il marketing? «Esiste. Deve sempre più esistere. Qualsiasi cosa noi facciamo nel mondo è marketing, per cui perche non pensare l'arte come marketing, visto che lo è già?».

E il progetto Art Around the World? Presto girerai per il mondo con un laboratorio-container al seguito… «Il progetto partirà alla fine di quest'anno. In realtà sta già partendo senza container. Farò due mostre in Russia, a San Pietroburgo e a Mosca, dove produrrò delle opere che rimarranno esposte un mese circa. Purtroppo (per problemi tecnici) non saranno realizzate all'interno del mio laboratorio, ma arriveranno in delle casse di legno banali, che poi verranno aperte e sviluppate».

E dopo la Russia dove sei diretto? «Le tappe per ora sono definite dal punto di vista geografico ma non temporale, Cina, Australia, Sud Africa, America… L'idea è quella di partire da Hong Kong, a questo punto nel 2012 (con container)».

Raccontaci delle opere che sono state di recente esposte alla mostra Salento Silente...
«Si tratta di due tipi di opere, una lignea che segue il filone de "I Giganti" - iniziato alla Triennale di Milano, una tazza grande quasi tre metri, senza struttura e senza telaio, che si regge in piedi grazie a una serie di incroci, infatti ci si chiede come possa stare in piedi.
Il secondo tipo di opera appartiene ad un nuovo filone di ricerca legato ai cuori, i cuori pittorici. Presto farò tutta una serie di cuori e in occasione della Vogue Fashion Night Out saranno esposti presso il Boscolo Hotel - ce ne sarà anche uno completamente tempestato di brillanti, oltre due milioni di dollari di valore!».

Tu lavori con il legno, ragioni su elementi come l'acqua… Ma usi anche la digital art, come convivono in te questi mezzi cosi differenti? «Convivono in me. La mia anima ha diverse sfaccettature. La passione per il moderno, la tecnologia e quella per l'antico. A volte si creano delle sovrapposizioni tra le tecniche diverse e confluiscono in un'opera che le raggruppa entrambe».

L'intervista è quasi finita, chiedo ad Alessandro se non fosse un artista cosa sarebbe, e mi risponde che sarebbe un pittore o uno scultore o un designer, tutto convive in lui. Come l'amore per il nuovo e l'antico. Ha detto che passa metà dell'anno in un edificio del Settecento a dipingere, e l'altra metà? «In un loft ipermoderno, tutto bianco» - suppongo l'autunno e l'inverno, quando dalla pittura passa alla produzione delle altre opere.

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