Segni particolari: maschio responsabile

17 agosto 2011 
<p>Segni particolari: maschio responsabile</p>

Una buona notizia ogni tanto! In un mondo in cui i maschi a volte fanno un po' fatica ad assumersi il carico delle proprie responsabilità ecco un uomo vero, un uomo tutto d'un pezzo, un gigante… letteralmente.

Siamo andati a recuperarlo nelle nebbie lontane del mito greco, questo sì: è Atlante, un gigante con due spalle così, che regge nell'antica Grecia la volta del cielo. Punito per aver osato ribellarsi a Zeus, Atlante vive ai confini più remoti dell'universo conosciuto: nell'ultimo avamposto dell'Occidente, in compagnia delle sue figlie.

Un padre single lo potremmo definire, afflitto dal peso insopportabile della distesa stellata.

In quell'universo lontano, c'è un giardino e nel giardino sotto il verde cupo degli alberi brillano tre mele d'oro dal valore inestimabile: il dono di nozze che Gaia, la dea Terra, ha fatto a Era il giorno in cui è andata sposa a Zeus. Il giardino è sorvegliato da un drago immortale dalle cento teste e da tre ninfe della sera con nomi così belli che da soli valgono il racconto: Egle, Erizia ed Esperaretusa, "La Luminosa", "La Rossa" e "L'Aretusa del Tramonto" a ricordare il colore del sole quando si spegne all'orizzonte.

Eracle, dopo lungo girovagare, arriva di fronte al giardino: la sua missione è quella di recuperare i tre pomi e di portarli al cugino, un tirannello da niente, che l'eroe è costretto a servire. Sa però di non poter compiere questa missione da solo: ha bisogno di Atlante e Atlante è lì, di fronte ai rami intricati che proteggono alberi e mele.

Il gigante è onorato che Eracle, l'eroe più grande fra tuttibussi alla sua porta; vive ai confini del mondo, ma non ha dimenticato le buone maniere. Con gentilezza gli chiede allora di sostituirlo, solo per un minutino, e di reggere per lui la volta stellata. Eracle acconsente, anche se il peso è immane, e Atlante se ne va spedito a recuperare le mele d'oro.

Ma quando ritorna ed è proprio lì di fronte ad Eracle, ecco: ha un comprensibile istante di esitazione… Visto da lì il globo sembra immenso, l'idea di assumersi ancora una volta quel compito lo atterrisce.

«No, dice allora all'eroe, tienilo tu il mondo… io voglio scendere e farmi una vita vera». Eracle capisce di essere stato ingannato, ma sorride sbieco: Atlante non ha tutti i torti, ma lui non ha nessuna intenzione di caricarsi sulle spalle quella fatica.

«Atlante caro, gli risponde, tu hai TUTTE le ragioni… ma fammi un ultimo favorino: riprenditi solo per un attimo la palla del cielo mentre io mi cerco un cuscino che ho già un male al collo da paura».

Atlante acconsente, naturalmente, perché è un gigante a modino e gentile… e mentre si curva lento per accogliere sulla schiena la volta celeste capisce, in un lampo, che è svanita in un nulla la possibilità di liberarsi di tutto quel peso e di iniziare una nuova vita.

La morale, se ce n'è una, non è però delle più allegre: gli uomini che si assumono le proprie responsabilità esistono, almeno nel mondo del mito, ma non sono, diciamo così, mostri di intelligenza e di acume!

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RISULTATI
katia 64 mesi fa

si !si presto così...ma parliamo di un altro mondo!appunto !parliamo cioè di veri signori uomini, che non puoi non riconoscere se li incontri , il problema è sapere dove prendono il caffè per avere l'oppurtunità di potrene godere almeno della visione, buona fortuna a tutti!

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