Kim Edwards: «Questo è un romanzo
di formazione»

08 settembre 2011 
<p>Kim Edwards: «Questo è un romanzo<br />
 di formazione»</p>

Finger Lakes è una regione dello Stato di New York punteggiata da laghi stretti e profondi che dall'alto paiono, appunto, dita (fingers) di una mano. È qui che Kim Edwards ambienta Un giorno mi troverai (Garzanti editore, da oggi in libreria).

Chi ha amato l'autrice di Figlia del silenzio, best-seller mondiale da 5 milioni di copie, troverà nella storia di Lucy, giovane donna alle prese con l'inspiegabile morte del padre e la scoperta di un'antenata dal passato molto particolare, una storia altrettanto densa di colpi di scena.

Style.it ha incontrato l'autrice americana, forme morbide e sorriso placido, al suo arrivo in Italia per la presentazione, al Festivaletteratura di Mantova, del suo nuovo romanzo (incontro con il pubblico sabato, ore 17, teatro Ariston).

Dopo Figlia del Silenzio, storia di una famiglia divisa per la nascita inaspettata di due gemelli (il maschio è sano, la femmina è affetta dalla Sindrome di Down), ancora una volta la storia di una famiglia divisa: il padre di Lucy è morto misteriosamente. «Credo che la famiglia offra al narratore uno spazio comodo per parlare delle complesse dinamiche tra le persone e della relazione tra i singoli e le convezioni sociali».

Se nel suo primo romanzo il lettore conosce fin da subito la verità (la figlia Down è data in adozione dal padre all'insaputa della madre), qui il lettore è fino alla fine tenuto all'oscuro del segreto attorno al quale ruota tutto il libro.

«I misteri della famiglia di Lucy vengono svelati pagina dopo pagina, perché è così che si sono rivelati a me scrivendo. Volevo narrare la storia dal punto di una donna intenzionata a conoscere davvero il suo passato: questo è un romanzo di formazione».

La vita di Lucy s'intreccia, grazie al ritrovamento di vecchie lettere, con quella della sua antenata Rose, femminista ante litteram.

«Sono cresciuta nel Finger Lakes, una zona geograficamente molto bella. Ho poi scoperto che proprio in quella zona, a Seneca Falls, sono stati firmati i primi documenti di rivendicazione di indipendenza e libertà dalle suffragette dell'epoca. Eravamo nel 1848 e queste donne coraggiose lottavano per riunirsi in associazione e ottenere diritti, come quello di voto, che oggi ci sembrano scontati. Molte di loro sono state in prigione, altre sono state picchiate o ripudiate».

Rose è un personaggio reale? «No, nel senso letterale del termine, ma riassume molte delle caratteristiche delle donne che ho imparato a conoscere scartabellando i documenti dell'epoca».

Che cosa insegna la storia di Rose alle ragazze di oggi? «Non è mia intenzione dare lezioni di storia, questo è un romanzo. Tuttavia, è fondamentale conoscere il proprio passato, compresi i sacrifici che tante nostre antenate hanno fatto per farci essere le donne che oggi siamo».

 

@Foto Deborah Feingold

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