Confini da abbattere, differenze da accogliere

26 settembre 2011 
<p>Confini da abbattere, differenze da accogliere</p>

Offrire immagini di confini e migranti dell'Africa, del Messico o del Medio Oriente per dare l'occasione di riflettere sul concetto di "frontiera" come luogo di incontro e su quanto possa essere umanamente arricchente aprirsi agli altri e all'interconnessione con il diverso da noi. Sono queste le considerazioni sottese a tutti gli scatti di "Motherland", la mostra fotografica promossa dal collettivo Pandora e in corso fino al 26 ottobre a Roma, all'Accademia Reale Di Spagna.

L'esposizione - che si inscrive nell'ambito del Festival Internazionale di Fotografia - vuol essere anche un modo per denunciare le difficoltà e i problemi che spesso accompagnano il fenomeno dell'immigrazione e fanno delle megalopoli contemporanee dei luoghi di non-accoglienza o dei centri di solitudine (e similitudine) anziché di relazioni. I fotografi del collettivo Pandora - Sergi Camara, Hector Mediavilla, Alfonso Moral e Fernando Moleres - vogliono ricordarci, invece, quanto sia importante aprirci e stabilire sinergie con chi è diverso da noi, perché è la costruzione della nostra stessa persona a beneficiare dall'incontro (e dall'accoglienza) con la differenza.

Cosa: "Motherland", mostra fotografica del collettivo Pandora
Dove: Roma, Accademia Reale di Spagna, Piazza San Pietro in Montorio 3
Quando: fino al 26 ottobre
Per maggiori info: www.raer.it
Tel: 06.5812806

Nell'immagine: "Latingo Border" di Hector Mediavilla. Uno scatto dedicato al confine meridionale tra Stati Uniti e Messico

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