Hand made da museo

06 ottobre 2011 

Per la seconda volta in tre anni, il Victoria & Albert museum di Londra, collabora con il Craft Council per una mostra eccezionale che celebra il valore del "saper fare" nella vita odierna, sfida i preconcetti che si hanno attorno a questo argomento e dimostra l'importanza dell'artigianato nell'età digitale.

Vero e proprio ricettacolo di curiosità, la piccola esibizione, aperta fino al 2 gennaio, presenta un'eclettica raccolta di oggettti di diversissima provenienza e fattura: dal gigantesco orso impagliato realizzato all'uncinetto alla poetica toppa da occhio in tradizionale ceramica dipinta fino al bellissimo micro pizzo in filamenti di nylon lavorato all'uncinetto che favorisce la rigenerazione dei tessuti cutanei, utilizzato per scopi medici.

La mostra è accompagnata da un video il cui montaggio accosta diversi tipi di manualità, mettendo allo stesso livello creativo l'operaio che piega lamiere per farne il cofano di macchine di lusso, la ragazza che realizza opere pittoriche in miniatura sulle unghie delle clienti, il soffiatore di vetro.

Gli oggetti fatti a mano hanno una storia: sono stati manipolati, plasmati, curvati.: ci mettono in comunicazione con il nostro passato e le nostre radici culturali. Il "saper fare" ci permette di risolvere problemi ed esprimere le nostre idee; per alcuni è un mestiere, altri lo scelgono come modo di vita, pensiero ed innovazione, ma anche come sovversione ad un sistema alienante e troppo industrializzato, in cui non ci si riconosce più.

Se è vero che una delle cose che ci rende più felici è proprio quellla di realizzare qualcosa da soli e poter dire "l'ho fatto io",  è  ancora più sicuro che il creare, una cosa che tutti siamo in grado di fare, è un istinto tipicamente umano.

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